♦ SCEMO CHI LEGGE ♦

martedì, 29 aprile 2008

Hold your head up high,
Cuz tomorrow you may die,
Cuz no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground,
Til you're the last one in town.

Someone that you trust turned out to be a tricker,
Smoking cigarettes, getting stoned on liquor,
Getting really dizzy, only getting sicker,
Small problems now only seem bigger.
America's a safe place,
If you're gonna leave it,
And the rhetoric is there,
If you're gonna read it,
And the hollow masses,
The machines defeated,
And the rich look down to arrive on the bleeding.

Hold your head up high,
Cuz tomorrow you may die,
Cuz no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground,
Til you're the last one in town.

Hardly enough,
It gets tough when you're running,
So you bust out the homeless,
When they start coming,
In LA, Broadway, it's wicked when they're watching,
And your backup and your backup and your backup ain't working.
There's no food, so you're spurred into action,
Set up and go to no satisfaction,
Ice and snow is the city passion,
When you walk in the shadows, girl, there's no protection.

Hold your head up high,
Cuz tomorrow you may die,
Cuz no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground,
Til you're the last one in town.

OK, well, This is the city of Los Angeles,
And it never sleeps,
It may look like it, but it doesn't.
It lives and breathes nocturnally,
So when you've got no place to sleep at night,
And you're all huddled up,
And you're cold,
Well, this song goes out to the city's forgotten.
Hey, Tim, take us on home...

Underlying reason, well she can't keep it going,
In the middle of the night,
They found her frozen,
And the Wal-Mart sign,
Keeps on glowing,
And the winds of change keep on blowing.

Hold your head up high,
Cuz tomorrow you may die,
Cuz no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground,
Til you're the last one in town.


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domenica, 13 aprile 2008

Questa foto mi fa venire in mente il cartone animato di Papà Gambalunga.
Vorrei scrivere mille cose, pensarne altre mille per non scriverle ma oh, non si può mica diventare monotematici no? Quindi un'immagine e basta, vale.

Alla fine si finisce sempre a parlare di andar via, di partire.
Io sono ancora legata qui, io ho ancora i miei conti in sospeso.
Il pensiero però c'è sempre, ora anche di più. Bisogna solo renderlo propulsore.

Oggi si ricomincia a lavorare, speriamo lo si tenga.
Viva l'Italia, Repubblica fondata sul lavoro. In nero, perché ti pagano più e meglio.
Viva.


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lunedì, 04 febbraio 2008

The first ones in line for that pie-in-the-sky,
And we're always the last when the cream is shared out,
For the worker is working when the fat cat's about.

Ieri ho ricevuto lo stipendio del mese di gennaio, il che significa le ore da contratto del mese più gli straordinari di quello prima, cioè dicembre,
A dicembre ho fatto quasi il doppio delle ore, di cui un sacco in giorni festivi, mi aspettavo uno stipendio più che raddoppiato. Mi hanno trattenuto 1/4 dello stipendio. Mi è stato tolto 1/4 dello stipendio.
UN QUARTO.
Mi sono fatta il culo a capanna e non ho nemmeno vagamente raggiunto la cifra che mi ero aspettata.
Un. Quarto.

Domenica mi scade il contratto, si tratta già di una proroga rispetto a quello che originariamente avevo firmato a novembre.
Non so ancora se hanno intenzione di assumermi di nuovo, in ogni caso per legge mi devono lasciare a casa a fare "lo stacco", che prevede un tempo di almeno due settimane e generalmente un mese.

Mi avevano offerto (e sottolineo offerto) un lavoro che dovrebbe partire dopo Pasqua ma, allo stato attuale delle cose, non so ancora se mi assumeranno o meno.
A Milano continuano ad ignorare i miei Curriculum Vitae, nei posti dove ci possono essere posti di lavoro che mi interessano (quindi che riguardino in qualche modo l'essere tecnico audio).

Quasi quasi torno a fare la barmaid.
No contributi? Vaffanculo, vengo pagata anche di più.
Per adesso andrebbe bene anche così.


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venerdì, 11 gennaio 2008

No no, non sono impazzita del tutto.
Cioè in verità sì, ma quello successe tempo addietro ed oltretutto era già noto ai più.

Non ho avuto una sconvolgente epifania che mi ha portato a trovare il mio lavoro assolutamente entusiasmante, piegare maglioni e battere scontrini continuo a trovarlo abbastanza mediocre.
Quando però ti ritrovi a farlo in mezzo a persone di un certo livello, la questione cambia pressoché radicalmente.

Ieri è stato particolarmente divertente.
Le mie colleghe, a mia insaputa, avevano indetto la giornata "Save Serena".
Da cosa dovevo essere salvata?
Dovevo essere assolutamente salvata dal mio avere 24 anni e vestirmi ancora come se ascoltassi solamente musica da bad girl (perché, non è forse quello che faccio? Ieri ho pure messo in negozio un CD di soli Clash, Ramones, Misfits, Black Flag e altri del genere), dal mio essere portatrice sana di patata ed andare alle partite di rugby, dal mio ruggire incondizionato a fine pasto, dal mio atterrire per le capacità di alcol warrior (e dire che ne ho perso, di lustro, dai tempi d'oro), dal mio essere romanticamente femmina come una mandria di rinoceronti.
♦ "Sei un maschio mancato Sere, anzi da oggi in poi ti chiamerò Sereno"
~ "I miei mi hanno detto che, in caso fossi stato maschio, mi sarei dovuta chiamare Simone"
♦ "Perfetto! Allora da oggi ti chiamerò Simone!"
~ "...ok, andata".

Andando poi più nello specifico, s'è aperta la parentesi piercing & tattoo.
Che poi i tatuaggi andavano anche bene, però i piercing no dai. Che poi magari cambi idea, ti rovinano i denti, ti deturpano il viso, saresti così bellina se ti sistemassi un attimo, anche io alla tua età dicevo come te, and so on...
Il momento migliore è stato far loro credere che mercoledì, oltre al tatuaggio, mi sarei fatta fare la lingua biforcuta. Un taglio, qualche punto e via, in due settimane avrei avuto una lingua come nuova.
Le ho viste SBIANCARE dal terrore di vedermi arrivare con la lingua a doppia punta lì al lavoro, però sono scoppiata a ridere dopo un paio di minuti e non me la sono goduta fino in fondo.
Ma quanto amo le mie colleghe (quasi tutte)?

E comunque mercoledì ore 14:30 si va.
E comunque il piercing me lo faccio.
Probabilmente loro ancora non sanno che, oltre ad essere un maschio mancato, sono pure bastian contrario: più mi dici di no, più aumenta la mia voglia di farlo.
HA!


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sabato, 05 gennaio 2008

Oggi sono cominciati i SALDI.
Per la maggiorparte delle persone questo significa acquistare a prezzo stracciato cose addocchiate tempo fa, magari sgomitare un po' con altra gente che vuole la tua stessa roba, passare in tutto qualche ora tra un negozio e l'altro e al più stressarsi per 20 minuti in coda in cassa.

Quest'anno ho provato l'ebbbbbrezza di stare dall'altra parte della barricata.
Una settimana a lavorare 9 - 10 ore al giorno per attaccare i cartellini coi prezzi scontati sopra quelli normali (ora so che nel negozio dove lavoro io non maggiorano i prezzi prima di scontarli) ed oggi è cominciata la bagarre: dalle 11 del mattino alle 21 con un'ora sola di pausa per pranzare - ovviamente dentro al centro commerciale.
Domani ancora alle 11, però mi toccherà stare fino alla chiusura, prevista alle 22.
Ho voluto piangere più volte, con la gente che approfitta dei saldi per fare le sue uniche spesa da trenta, trentacinque articoli alla volta (e non scherzo) e altra che appallottola maglioni di cachemire da più di 100€ negli angoli degli scaffali considerando quel gesto come un "mettere a posto".
Senza contare le montagne da recuperare dai camerini e da rimettere in ordine, le pile di vestiti trovate per terra sparse in tutto il negozio, roba strappata e mollata lì con nonchalance.

Oggi all'uscita, dopo aver cenato con un Lion, non trovavo più la macchina.
Non c'era, non era dove pensavo di averla lasciata stamattina.
Dopo quasi 20 minuti di avanti-indietro per quel pezzo di parcheggio sono tornata in negozio in lacrime a cercare di capire se era meglio impiccarsi con una gruccia nel magazzino o provocare qualcuno della sicurezza fino a farsi sparare un colpo in fronte.
Il marito di una mia collega, che non ringrazierò mai abbastanza, s'è offerto di prendere la sua macchina e di andare in giro per tutto il parcheggio del centro commerciale a cercarla.
Poi l'abbiamo trovata.
Poi mi sono ricordata che io non ricordo mai dove lascio la macchina.
Poi sono tornata a casa e miei hanno deciso che domani mi portano e mi vengono a prendere.

In tutto ciò, con 11-12 ore al giorno di lavoro da fare, devo studiare per l'esame che ho mercoledì.
Che se non passo devo sganciare un'altra rata universitaria.
L'avevo detto sarebbe stato un gennaio de fuego.


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sabato, 10 novembre 2007

Da ieri sono una commessa in un negozio di abbigliamento.
Potrei anche tentare una nuova carriera: fare più possibili lavori a caso nel minor tempo possibile (quindi sempre in precariato) di modo da sviluppare un Curriculum Vitae che dica che ho provato tutto. Però che sbatti, magari no.

Intanto ieri, a furia di piegare maglioni - cosa che peraltro devo ancora imparare a fare decentemente - ne ho addocchiato uno di un bel verde bosco. Inutile dire che dopo averlo piegato per la decima volta, ho deciso di comprarmelo.

E comunque, da questa settimana si lavora tutti i venerdì, tutti i sabati e tutte le domeniche.
Fino al 12 di gennaio.


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giovedì, 04 ottobre 2007

Stanotte ho fatto un sogno che avevo già fatto più volte, oltre a questa di recente durante il mio soggiorno a Roma.

C'ero io, in piedi in mezzo ad una grande sala piena di gente, vestita di un bel tailleur verde bottiglia molto scuro, un fazzolettino strano nel taschino ed una spilletta recante il simbolo di una fenice appuntata ad altezza cuore.
Rossi capelli riccioli e raccolti, occhiali dalla spessa montatura nera, un'aria accigliata ed una cartelletta con decine di documenti importanti tenuti abbracciati contro di me.

C'ero io tra 20 anni, la prima donna Primo Ministro nel nuovissimo parlamento a Stormont, sede della neonata Irlanda unita.

Ieri notte ho fatto un altro sogno.

C'ero io, in piedi dietro ad una cattedra in un'enorme aula universitaria, vestita non ricordo bene come, non era importante. Sentivo molto distintamente la mia voce, risuonava chiara nel silenzio dell'aula, spiegava in inglese dei Troubles ad una massa indistinta di giovani un po' svogliati.

C'ero io tra un numero imprecisato di anni, sempre solita pettinatura raccolta e occhiali dalla spessa montatura nera che spiegavo con fervore my point of view ad una folla di studenti frequentante il corso di Storia Contemporanea del Trinity College di Dublino, dove avevo ricevuto ad honorem una laurea ed una cattedra.

 

C'è grossa, grossa crisi :P
Oggi colloquio champagne per una ditta di cui non sospettavo nemmeno l'esistenza, colloquio per giunta sceso dal cielo (anzi, dal Dani) e che non si sa bene come finirà.
Ma visto come se n'è arrivato, in qualsiasi modo se ne andrà via sarà stato un successo.
Un giorno voglio poter assistere dal vivo ad un colloquio come questo:


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domenica, 16 settembre 2007

Ieri ultimo giorno di lavoro al supermercato.

Puttanata finale in chiusura ma chissenefrega.
Qualche numero di cell scambiato e promesse di birra.
Birra in pausa e spumante in reparto, alle nove ero già storta.
Promesse di passare per saluti e chiacchiere.
Abbracci e baci e saluti finali a profusione.

Non ne potevo più di stare lì, ma come sempre alla fine sono le cose belle che rimangono. E lì tra colleghi mi sono sempre circa meno quasi divertita.
Qualcuno di questi ha aspettato che io me ne andassi per manifestare più interesse nei miei confronti ma va bene così, significa che varrà la pena uscirci per un paio di birrette.

E qui finisce!


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martedì, 04 settembre 2007

Dev'essere qualcosa che ha a che fare con le coincidenze.
Generalmente le coincidenze non hanno grande attenzione da parte mia, ma questa non ho potuto fare a meno di notarla.

    28 giugno 2007
Grande live dei Dropkick Murphys a Biella, live che non mi sono certo lasciata sfuggire e che ha lasciato una bella traccia viva.
    28 giugno 2007
Una soddisfazione che si faceva attendere da quasi due anni: la verbalizzazione del malefico esame di Informatica Applicata alla Musica del temibile prof. Haus. Quel 18 scacato sul libretto mi ha alleggerito in una manciata di secondi più che un anno di dieta.

    18 settembre 2007
Il nuovo album dei Dropkick Murphys "The Meanest Of Times" sarà finalmente disponibile. Non vedo l'ora di poterlo ascoltare, per ora ho sentito un paio di canzoni e ne sono entusiasta (doveroso grazie a Dennis from Boston, simpatica conoscenza last.fmiana).
    18 settembre 2007
Ultimo giorno di lavoro al supermercato. E' un martedì, verosimilmente non dovrò lavorare (ma potrebbe anche darsi, un si sa mai con loro). Consegnerò le divise, la tessera - mai usata - ticket restaurant, il badge e stringerò la mano prima di un bel «Ma andatevene affanculo, schiavisti demmeeeeerd

Saranno coincidenze, ma cacchio quanto sono piacevoli!


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giovedì, 23 agosto 2007

Una bella giornata, sì.
Una di quelle giornate che sarebbe da metterle per iscritto, prendere una cazzo di gomma (possibilmente all'antrace) e poi cancellarla dalla prima all'ultima parola.

Sapete uno di quei giorni in cui si dà fondo ad ogni energia?
In cui sembra sempre che nonostante lo sforzo non sia mai abbastanza.
In cui quando vi pare che in fondo poteva andare peggio, arriva uno stronzo qualsiasi a trattarvi peggio della merda.

E no eh.
Mi pagano per lavorare. Non mi pagano abbastanza per farmi il triplo del culo ma lo faccio perché tra colleghi siamo tutti nella stessa merdosissima e bucherellata barca.
Non mi pagano abbastanza per essere presa a pesci in faccia dal capoccia represso di un supermerdaio, ma talmente a pesci in faccia che addirittura il vice-direttore s'è sentito in dovere più volte di venire a vedere come stavo e a "consolarmi".

Più vado avanti più vedo il grigio che permea tutto.
Ma non solo il posto dove lavoro, proprio la condizione generale in cui anche gli altri miei amici sono costretti a farsi le ossa.
Lavorare va bene, sono anchesì in buona parte brianzola e senza lavoro mi spaccherei i maroni dopo tre giorni. Essere sfruttati no.
Mi domandavo l'altro giorno, anzi domandavo ad un mio socio: "Ma è così che pensano valga la pena coltivare la gioventù lavorativa? La futura generazione che dovrebbe mandare avanti il paese per i prossimi 30 anni e più? Cosa pensano o sperano di ottenere?".
Poi si stupiscono della fuga di cervelli, della caduta precoce dei capelli, delle crisi di nervi e della disillusione che serpeggia ovunque. Poi si stupiscono che a 30 anni, quando succede qualcosa, ci si limiti ad alzare le spalle e a dire "E' così che gira".
Sono impotente di fronte a quest'immensa macchina-smorza speranze-e-ammazza energie.

Si stava meglio quando si stava peggio.
Facciamo pure di tutta l'erba un fascio.
Non ci sono più le mezze stagioni e tra un po' non ci saranno più nemmeno quelle normali.
E' tutta colpa dei parlamentari.
L'erba del vicino non sarà proprio verde, ma almeno un po' ce l'ha. Fumiamola assieme.

 

Ma vaffanculo.


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