martedì, 06 maggio 2008
Amico uligano - Fanta - rocchenrollamanetta - accessorizzati - the Land of things on the Ground - Ilario - punk '77 - junk food - instant noodles - Lombardia everywhere - dialetto brianzolo - ubriachezza diffusa - musica live - dormite punkabbestia - birra - chiodi di pelle borchiati - Deadline - The Cavern Club - i docks e i Pirati - internet point - stile diffuso - Liverpool - Birmingham - Bangor (questa la capiamo solo io e la Manu) - getting together - skate shops - ancora Ilario - siluri nelle orecchie - fire alarms - camminare.

Vive le Punk osti, vive le Punk!

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mercoledì, 30 aprile 2008
Come direbbe la Manu, mia compagna di viaggio questo giro: MINCHIABBAU!
Alla fine sembra che ce la faremo, Liverpool e Birmingham stiamo arrivando.
Sono giorni un po' così, ho dovuto incassare qualche pugno alla bocca dello stomaco e stringere i denti, non lo so se sia già finita o se ancora ne debbano arrivare altri.
Io però sono Pirata e quando c'è tempesta io resto sulla mia cazzo di nave finché non affondo con lei. Poi è chiaro che si cerca di non affondare, diamine.
I Gallows cantano "Mayday mayday! The ship has hit the rocks again!" e io canto con loro, cerco di arrabattarmi come posso e correggo la rotta. Così è e così resta ciò che è stato, tantovale metterci un po' di quella roba e vedere di impegnarsi per il futuro.
Per il presente. Per me. Anche per noi dai, sebbene non voglia ammetterlo né a te né a me.
Tra poco più di mezzora quindi si parte, bella Manu.
Non vedo l'ora di essere sull'aereo e togliermi di dosso questa zavorra di merda che mi è rimasta addosso dagli ultimi avvenimenti. Voglio pensare solo alle cose belle, dire un sacco di cazzate, ridere, divertirmi, ascoltare musica e girare a caso per città che non ho mai visto e nelle quali - forse - non tornerò.
Punkabbestia a manetta proprio.

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giovedì, 13 marzo 2008
Sabato 15 marzo sarà l'ultima giornata per l'edizione del Six Nations di questo 2008.
Alle ore 14:00 la Scozia scenderà in campo al Flaminio a sfidare la nostra nazionale. Loro appena usciti vincitori dalla Calcutta Cup, noi in odore di wooden spoon.
Gran finale anche per quanto riguarda la partita delle ore 17:00 (local time), infatti il Galles ospiterà nel meraviglioso Millenium Stadium la Francia. Tramite quindi lo scontro diretto si contenderanno il titolo di vincitore di questo Six Nations, fantastico.
E io?
Io curva nord, tifo e terzo tempo.
Ed una miriiiiade di scotsmen, the more the bettah.


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lunedì, 10 marzo 2008
E' solo il primo dei numerosi (e costosi) step che mi separano dalla mia amata Beantown. Dopodiché verranno il passaporto e, il più impegnativo di tutti, il biglietto aereo.
Intanto però abbiamo trovato di che vivere dal giorno 2 agosto al giorno 23 agosto.
Ci aspetta il North End, la Little Italy di Boston.
Insomma, non era proprio nostra intenzione farci più di 6.000 chilometri per finire a festeggiare - proprio il week end del nostro arrivo - l'enormous feast di Sant'Agrippina ma tant'é. Dopo un mese di ricerche d'appartamento quasi avvilenti ci mancava solamente fare gli schizzinosi con la zona.
Boston arriviamo.
Cioè, siamo ancora a marzo, però con calma e serenità che noi arriviamo.

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lunedì, 18 febbraio 2008
Controllo la mia agenda e vedo partite, concerti e viaggi. Viaggi per concerti, viaggi per il rugby, viaggi per il gusto di viaggiare.
Ultimamente ho sperimentato anche il viaggio per lavoro, improvvisandomi intervistatrice per indagini di mercato in quel di Hamburg, proprio quest'ultimo week end.
Ora aspetto Roma e Liverpool. Roma che è la Capitale ed è la Mia Capitale del rugby, con lei in questo giro sarà Italia - Scozia. Liverpool che sarà teatro del Vive Le Punk Festival, io e la Manu alla conquista di Academy In The U.K.
Poi Boston.
Perché sì, ci vado, eccome se ci vado. Ad agosto sarò là. Vacanza e molto di più, moooolto di più.
Sono piena di pensieri universitari - ed in generale di studio - vecchi e nuovi.
Sono piena di pensieri finanziari, maledetto Dio Danaro sempre imprescindibile.
Sono piena di pensieri lavorativi, mannaggia ancora al Dio Danaro che è così difficile trovare qualcosa per recuperarlo.
Sono piena di pensieri musicali, non sono mai stata a così tanti concerti e non ho mai comprato in anticipo così tanti biglietti per poterci partecipare.
Sono anche piena di pensieri romantici. No. Sì. Mannaggia la diocesi, l'ho proprio scritto. Proprio io. Insomma via... così è se vi pare, così è e basta. Però davvero è meglio sorvolare, già l'ultimo post è stato abbastanza destabilizzante, continuerò a serbare questo genere di pensieri per le piccole ore di attesa notturna che mi capita di avere più volte in una settimana. E bon.
Mi sono ultimamente riempita anche di pensieri salutisti.
C'ho il culone, devo mangiare meglio, dovrei fare sport.
Sì, con questo ultimo profondo pensiero concludo il post.
Edificante.

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martedì, 29 gennaio 2008

Se sento ancora ripetere da qualcuno che Glasgow non ha niente da offrire, che è solo una città industriale, che è grigia e spenta lo prendo a mazzate.
Ma mazzate di quelle importanti, poi lo insulto anche.
Ci sarebbero voluti almeno due giorni in più, uno per fare un ultimo giro alla Tall Ship (non puoi aprire un'attrazione turistica alle 10 del mattino e chiuderla alle 4 del pomeriggio, è incostituzionale!), un po' di sano cazzeggio pomeridiano all'università e una gita fuoriporta a Stirling, che è ancora più vicina ad Edinburgh ma che abbiamo eliminato per preferire a lei la seconda.
Abbiamo anche dovuto ignorare la mostra su Mackintosh, che però abbiamo addocchiato qua e là in giro per la city quindi alla fine è andato tutto bene.
Non saprei tirare le somme senza raccontare tutto quello che abbiamo visto, sentito e fatto e rendere così il post inconcepibilmente lungo.
Abbiamo turisteggiato in lungo ed in largo, cercando attrazioni di ogni genere (dal parco al museo al Castello allo stadio), abbiamo joinato un sacco di pub anche rischiando la patacca e per l'appunto trovandola, ci siamo mescolate ai glaswegian ed abbiamo chiacchierato con loro.
Ho scoperto che nemmeno lì si ascolta la musica che piace a me, diamine.
Ho "subito" un trattamento in perfetto stile sportivo-razzista.
Ho fatto shopping, soprattutto di merchandise del Celtic Football e della nazionale scozzese di rugby. Ma non solo dai.
Glasgow è una città che è uscita con eleganza e determinazione dalla propria crisi industriale, una città piena di vita, una città gradevole alla vista ed interessante a qualsiasi livello. I glaswegian sono molto consapevoli della loro storia e del loro passato da scozzesi e da cittadini (tanto da riempirne un intero museo, tra l'altro meraviglioso, il People's Palace).
La scena musicale in questo posto è qualcosa che fa impallidire Milano, Roma, Torino e Bologna messe insieme, senza esagerare. C'è sempre qualche festival, qualche concerto di gruppi locali, qualche tour che sta passando per di lì. Tutti suonano a Glasgow, tutti passano per Glasgow, anche i famosi gruppi che sembra che ascolti solo io. Tutti.
Ci sarebbero milioni di altre cose da dire, di cose che mi sono successe da raccontare. Però lo spazio è quello che è, io il mio diario di viaggio l'ho scritto e quindi va bene così.
Stupenda Glasgow.

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lunedì, 21 gennaio 2008
Non lo so perché, però è così.
Ogni volta che si avvicina un viaggio faccio sempre le stesse cose.
Inizio a pensare a cosa mettere in valigia due o tre giorni prima, poi di solito mi riduco a farla poche ore prima di partire. Forse a questo giro mi salvo (ma non lo so eh) giusto perché la mia compagna di viaggio raggiungerà la nebbiosa Brianza il pomeriggio prima della partenza.
Abbiamo suddiviso la fase organizzativa in più punti.
Dopo aver analizzato l'aspetto igienico, quello medicinale, quello dell'abbigliamento, quello monetario, quello tecnologico, quello culinario, tutto ciò che può essere etichettato come "miscellaneo" e dopo aver fatto un piano di battaglia turistico (guide & cartine) che farebbe invidia a qualsiasi giappo, possiamo dirci quasi pronte a partire.
Oggi poi è partito, per l'appunto, il mio rituale pre viaggio.
Perché dovete sapere che io sono una di quelle turiste allo stato brado, che una volta che è linda, pulita e profumata può anche svegliarsi un po' a caso che tanto lì non la conosce nessuno. Poi si sa, dopo qualche birra diventiamo tutti più fighi e vogliamo andare per il sottile in un posto come la Scozia? No, non vogliamo.
Poi però stamattina ho fatto la ceretta e mi sono sistemata le unghie delle mani.
Domani ho in programma impacco per i capelli, pulizia del viso profonda che va dal bagno di vapore allo spinzettamento delle sopracciglia (visto che la pinzetta, per citare letteralmente Cesca, sono una delle armi preferite dai terroristi), doccia di quelle minuziose con scrub a tutto il corpo. Ah, e non dimentichiamo la pedicure, giusto perché starò in giro tutto il giorno con le scarpe e sia mai avere qualcosa fuori posto.
Per ora ho collezionato una lista di cose da comprare che prevede:
♦ qualche cartolina;
♦ una maglietta dell'Edinburgh taglia M;
♦ una sciarpa dei Celtic possibilmente presa allo stadio;
♦ una o due bottiglie di birra scozzese a caso.
Avete richieste?
No perché se continua così mi sa che dovrò tornare con tutti i vestiti addosso, visto che la valigia sarà più piena del sacco di Babbo Natale (mannaggia a voi).
Ready? GO!
NO SLEEP 'TIL GLASGOW!

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quisquilie e pinzillacchere,
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martedì, 15 gennaio 2008

» Charles Rennie Mackintosh
Architetto, designer e pittore scozzese esponente del cosidetto Glasgow Movement.
Qui dovrà ferrarsi bene Cesca che sicuramente ha più fonti di me - e più conoscenze di base - a disposizione.
» The People's Palace
Per conoscere tutto sulla città e sui Glaswegians, per sapere come la Scozia ha influenzato il resto del mondo dal 12esimo secolo ad oggi.
Più tutti gli altri musei, quasi *inaspettatamente* la città ne offre diversi tra cui: The Burrel Collection, il GOMA, la Pollock House, la Scotland Street School Museum e tanti altri. C'è da capire quali vale la pena vedere, c'è tempo ancora.
» Oran Mor
Uno dei più singolari pub della città, in Byres Road, una chiesa presbiteriana del 1850 ora punto di ritrovo per una buona pinta, una buona atmosfera e spesso buona musica (McEwans Sessions).
Che poi, voglio dire, di pub ne gireremo ovviamente il più possibile. Ho anche la lista di quelli consigliati dal buon Billie oltre che da altre fonti.
» The Merchant City
Non so se ho capito bene, pare sia la glaswegian version di Temple Bar a Dublino. Ad ogni modo entro qualche giorno lo scopriremo personalmente.
Vogliamo tralasciare poi una bella gitarella sul Clyde?
Un giro alla University Of Glasgow (la quarta università in GB nata nel 1451, mica cazzi)?
Una puntatina al Glasgow Harbor a vedere la Tall Ship, una delle ultime imbarcazioni rimaste costruite per la navigazione del fiume Clyde?
Una passeggiatina nel West End? E una per la Buchanan Street?
E poi, last but not least, una visitina - se è fattibile - a vedere la casa dei Glasgow Warriors, che mannaggia a loro hanno recentemente battuto il nostro Viadana nell'Heineken Cup?
Ah, e non dimentichiamoci nemmeno che Edinburgh é lì ad un tiro di schioppo [70km].
Chissà quante cose ancora non sappiamo di questa città, che magari non riusciremo a visitare, che non scopriremo mai e nelle quali incapperemo per caso.
My dear Scots, we're feckin coming!

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martedì, 02 ottobre 2007
E' finita anche la parentesi romana.
Una grande, intensa parentesi, ma sempre una parentesi resta.
Mi rendo conto di avere sempre più bisogno di viaggiare, di conoscere gente nuova, di sentire la mia voce parlare una lingua che non è l'italiano, di mostrare agli altri come sono e lasciare che la pensino come vogliono, di dividere una meravigliosa serata con qualcuno sapendo che poi non lo rivedrò mai più - forse -.
Ho conosciuto il mio primo neozelandese, aveva un nome impronunciabile che ovviamente non saprei assolutamente ripetere, figuriamoci riscrivere. Poi Richard, l'australiano che vive a Londra e che abbiamo convinto a restare a Roma più di quello che aveva programmato ("If you don't come back tomorrow, you'll die"). Poi Daniel, l'inglese di 23 anni che ne dimostrava quasi 30 - strano eh -, venuto in Italia per amore e che ora, con l'amore ormai ex, insegna l'inglese in scuole private. L'irlandese di cui non ricordo il nome, che si è offeso perché secondo me assomigliava a Brian O'Driscoll... che poi, voglio dire, è come se io mi offendessi perché mi dicono che sembro Nicole Kidman. Assurdo.
Questo giro nemmeno uno scozzese, con mio sommo rammarico.
Ho visto tantissime partite, compresa la nostra Italia contro la Scozia. Ho gridato, ho incoraggiato, ho insultato (Pez) e mi sono esasperata per lo scarso mordente dimostrato. Sono rimasta tesa come la corda di un violino, mi sono lasciata andare all'apatia più assoluta nei 10 minuti dopo il fischio finale dell'arbitro.
Mi sono commossa alle lacrime del nostro capitano a fine partita, ho stretto i pugni osservando Mauro arringare la squadra a sogno terminato, mi è sfuggita una lacrima quando ho visto Mirko commuoversi durante l'intervista post partita.
Ho pianificato un tatuaggio con Piero.
Per la prossima volta che ci vedremo, perché voglio che rimanga indelebile nel tempo il legame più forte che si è creato tra di noi. Qualsiasi cosa succederà alla nostra amicizia, qualsiasi sarà la strada che prenderemo.
Mi guarderò la pelle e mi ricorderò di lui, di noi, delle nostre passioni comuni.
Ho pianificato un nuovo viaggio con Cesca.
Perché lei ha la mia stessa necessità, perché io voglio prendere una volta per tutte in mano la mia vita e macinare chilometri, perché lei è l'unica persona che attualmente accetterei di avere al mio fianco.
Perché so che lei aspetta me, che io aspetto me, che viaggiando saremo ancora meglio di come siamo adesso, da ferme.
Poi beh, ho anche concluso che un giorno brucerò senza pietà gli uomini che popolano questo pianeta, con poche e ben ponderate eccezioni, ma questa è un'altra storia.

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martedì, 25 settembre 2007
No, non ce la posso fare.
Tutto questo sbattimento per una sera e via?
La prossima volta che me lo si dica prima, e diamine.
E via, scleri momentanei a parte, è ora di andare.
Oggi si parte. Piero, Cesca, arrivo.
Mi aspetta la Caput Mundi.
Mi aspettano pomeriggi di studio con Piero.
Mi aspettano serate al pub. Ci saranno ancora irlandesi e/o scozzesi in giro per la Capitale?
Mi aspettano discorsi folli e senza filo logico.
Mi aspetta Jones! Oh Jones, quanto mi sei mancato.
Mi aspetta lo scontro Italia - Scozia, decisivo per questi mondiali.
Mi aspettano incontri con gente nuova.
Mi aspetta - e mi spetta - del tempo con persone a cui voglio bene. Mi aspetto - e spetta loro - di partecipare ad una settimana speciale, come siamo soliti renderla noi.
E se non sarà Scrubs o Paolini, sarà altro. Ma il lettore DVD?
Arrivo.
(prima è meglio che vada a fare le valigie però, via)

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