giovedì, 29 novembre 2007
Che non è un'esortazione.
Non è una nuova visione della vita.
Non è nient'altro che il titolo del mio libro di letteratura inglese del liceo.
Complice un sabato notte con qualche amico che fortunatamente qualche ricordo in materia ce l'ha, sono usciti parecchi nomi. da Wordsworth e Coleridge a Dickens, da Keats a Scott alle sorelle Bronte, Thomas Hardy piuttosto che gli war poets (mia prerogativa, a quanto pare) a Conrad ed il mio amato James Joyce, senza dimenticarci dei buoni Huxley ed Orwell.
E niente, ho ripreso in mano questo "Only Connect... a history and anthology of english literature with american and commonwealth insights" che avevo avuto la bontà di tenere anche dopo il diploma, assieme ai libri di letteratura italiana, quello di epica, quelli di storia dell'arte, di filosofia e di fisica.
Ora mi sto rileggendo The Rhyme Of The Ancient Mariner di Samuel Taylor Coleridge, ricordo ancora che in classe ascoltammo più di una volta la canzone degli Iron Maiden.
Di passaggio in biblioteca ho dato un occhio alla sezione dei libri in lingua, recuperando per ora The Dead di Joyce e riflettendo sull'eventualità di rileggere per l'ennesima volta The Dubliners, sempre in lingua. Prima però è meglio che finisca tutti i libri che ho in ballo, un mese non è poi molto leggendo solo prima di andare a dormire ed è ancor meno pensando che non si sta leggendo nella propria lingua.
Ma quanto è bella The Rhyme Of The Ancient Mariner letta a voce alta?
Questo è uno dei miei pezzi preferiti, sta nella seconda parte della ballata, dopo l'uccisione dell'Albatross.
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And the Albatross begins to be avenged.
Water, water, every where,
And all the boards did shrink;
Water, water, every where,
Nor any drop to drink.
The very deep did rot: O Christ!
That ever this should be!
Yea, slimy things did crawl with legs
Upon the slimy sea.
About, about in reel and rout
The dead-fires danced at night;
The water, like a witch's oils,
Burnt green, and blue, and white.
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il passato,
curtura
venerdì, 06 aprile 2007
Qualcuno poco fa mi ha detto: «Però un pochino invidio la tua libertà».
La verità è che ancora sono in quella fase tra il confuso e lo smarrito che è tanto leggera ed effimera. Tipo essere dentro ad una bolla di sapone danzante.
Mai come in questi ultimi giorni ho ripensato a me ed ai miei cambiamenti.
Rispetto all'anno scorso.
Rispetto agli inizi dell'università.
Rispetto ai tempi del liceo.
Ho sfogliato tutte le mie fotografie, analogiche e digitali, ho rivisto il mio volto ed il mio corpo innumerevoli volte. Sempre diverso, sempre contenitore di qualcosa di diverso.
Ieri sera poi uscendo, dopo una carrellata di foto delle varie gite del liceo, ho incontrato un mio vecchio compagno. Del liceo. L'ultima foto che avevo osservato ritraeva proprio me e lui.
Una signora foto oltretutto: su una rotonda ad Avignone (perché in Provenza, si sa, in fatto di rotonde sono ed erano troppo avanti) a fare cane e padrone. In seconda liceo il mio abbigliamento tipo erano jeans a campana stracciati, maglia di qualche gruppo punk, catena per il portafogli, cintura borchiata e collare al collo. Il mio compagno aveva messo la catena al collare e facevamo cane e padrone. Io nella foto ho la gamba alzata e fingo di fare pipì.
Un cane maschio, se ci penso ora non saprei dire perché, forse perché il gesto era meno equivocabile che un cane femmina che piscia.
E insomma s'è chiacchierato amabilmente, abbiamo riportato alla luce vecchie stronzate della classe, abbiamo bevuto Guinness e constatato quanto fossimo diversi ed uguali a noi stessi.
L'unica cosa che non mi spiego è l'amico del mio compagno.
Mi ha subito parlato (e chiesto novità) della mia malattia per l'Irlanda, ma io e lui non avevamo mai parlato prima di ieri sera e con il mio compagno non ci sentivamo da tantissimo tempo. Mistero.
Mi ha pure salutato chiedendomi quando mi sarei trasferità là e sono finita per invitarli da me nel momento in cui avessi deciso di farlo.
Nuova e completamente proiettata nel passato.
Where's the sense?
Where's my sense?
Remember: I'm a limerick...
Pensiamo a questo week end.
Mi voglio divertire.

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