♦ SCEMO CHI LEGGE ♦

mercoledì, 14 maggio 2008

I just want a lover like any other
What do I get
I only want a friend who will stay to the end
What do I get

What do I get
Oh oh what do I get
What do I get
Oh oh what do I get

I'm in distress I need a caress
What do I get
I'm not on the make I just need a break
What do I get

What do I get
Oh oh what do I get
What do I get
Oh oh what do I get

I only get sleepless nights
Alone here in my half-empty bed
For you things seem to turn out right
I wish they'd only happen to me instead

What do I get
Oh oh what do I get
What do I get
Oh oh what do I get [X2]

I only get sleepless nights
Alone here in my half-empty bed
For you things seem to turn out right
I wish they'd only happen to me instead

What do I get
Oh oh what do I get
What do I get
Oh oh what do I get

I just want a lover like any other
What do I get
I only want a friend who will love to the end
What do I get

What do I get
Oh oh what do I get
What do I get
Oh oh what do I get

Well let me tell you now
I get no love I get no sleep at nights
I get nothing that's nice I get nothing at all
At all,at all,at all At all,at all,at all
'Cause I don't get you


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And the Label is: me myself and i, music and concerts, sclerosclero, as one


venerdì, 09 maggio 2008

Alla fine di tutto, quello che ti rimane è che sei sempre uguale a te stesso.
Fottutamente ed irrimediabilmente uguale a te stesso.

Possono cambiare le circostanze, le persone che ti circondano, alcune tue sfumature, cose che hai perso ed altre che hai acquisito strada facendo. Puoi essere più maturo, puoi avere una visione più ampia o spostata di qualche grado.
Quando però vai a guardar bene, a grattare la superficie, ad eliminare i dettagli che non influiscono sul cuore della tua sostanza... non trovi altro che te.

Non ho ancora deciso se è un bene o un male.
Da un lato mi chiedo per cosa si cresce, si fatica, si spendono energie per provare a migliorarsi.
Dall'altro mi dico che in fondo sapere che sarò sempre io è forse una delle poche certezze che ho e che forse non è certo nemmeno quello, magari arriverà il giorno in cui succederà qualcosa che mi farà cambiare completamente ed irreversibilmente. Non lo so, non ci credo molto in questo momento ma, come mi piace dire sempre, "mai escludere niente a priori".

Ho visto gli ultimi dieci anni passare, il mio corpo cambiare, il mio pensiero variare, le mie convinzioni svanire o fortificarsi, il mio carattere assumere colori differenti.
Ho sentito determinate cose scivolare via per sempre dalle mani, me ne ritrovo altrettante senza averlo nemmeno sperato o pensato. Non ho ancora deciso se infine ho anche agguantato qualcosa che mi ero ripromessa. Forse quello però no.

A qualcuno ho scritto che io uccido. E' vero.
Io mi avvicino ed uccido, faccio terra bruciata, tengo le distanze, amministro con la mano della paura, ragiono per idee concetti questioni e tante altre cose intangibili, non perdono quasi mai, nascondo le mie carte per non essere fregata, sferro il primo colpo se sento che sto per riceverlo, dico di avere sempre ragione (e raramente mi sbaglio, a meno che si tratti di me).
Mi avvicino e presto o tardi uccido, velocemente o lentamente.
E' una spirale che poi sono io, non lo so se ne potrò uscire, non lo so se riuscirò a farla evolvere in qualcosa di differente da quello che è ora.
Mi avvicino, uccido.

Io sono estremamente dura con me stessa.
Esigo - non chiedo, chiedo non è abbastanza - sempre di più, mi pongo degli obbiettivi spesso impossibili e mi autodistruggo per non essere riuscita a raggiungerli, non importa se nel frattempo ho fatto tanti passi avanti e se ho ottenuto altri risultati.
Io non sono mai abbastanza.

Io però sorrido anche.
Splendo sotto il sole e anche all'ombra, rido con lo stesso gusto con cui ridono i bambini, capita che qualche volta abbraccio, che dico a qualcuno che gli ci voglio bene. Io mi faccio in quattro per le persone che amo, le difendo e mi carico dei loro problemi per non vederli soffrire. Come penso faccia ogni fottuto essere umano con chi gli è vicino.
Io quando abbasso la guardia non lo faccio mai al 100% - almeno, finora non è ancora mai successo - però mantengo il livello per me e per chi è con me.
Io sorrido per me e per gli altri, perché so che quando sorrido è bello.

Io ero come ero, sono come sono, sarò quel che sarò, se mai sarò.
Ho visto gli ultimi dieci anni passare ed è sempre una lotta, un muscolo contratto, un pugno chiuso, una mascella serrata, un nervo teso fino quasi a rompersi. Posso sorridere o posso piangere o essere apatica o in estrema tranquillità, il mio pugno rimane sempre alzato.
Sono un Pirata che resta con le proprie pistole pronte sulla propria Isola, che spara a vista sul nemico e raramente concede una chance, che sa che se prende il mare è per riempire di cannonate le altre navi anche a costo di perdere, che trova più rassicurante il suono dello scontro che qualsiasi altro genere di suono.
Sono così e so di essere debole.
Sono così e questo mi dà sicurezza.
Sono così e non so se potrò mai essere diversa.

Hold your head up high
'Cause tomorrow you may die,
'Cause no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground, 'til you're the last one in town.


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giovedì, 24 aprile 2008

Va bene lo ammetto, è da un po' che mi capita raramente di pensare ad altro.
Che devo fà, l'ammore è come la la colomba che è come la pasqua: quando arriva arriva.
L'ammore è una pasqua. Più cioccolato per tutti.
Dev 'essere stato per quello che martedì sera, sul mio treno Livorno-Milano, mi sono mangiata sette - e dico SETTE - kinder cioccolato uno di fila all'altro. E dico SETTE.

Ebbene, oggi è un mese che come mi piace dire "ci scambiamo i microbi".
Tu sei qui con me a pensare a questa cosa anche se sono tanti i chilometri che ci separano.
Ora potrei dilungarmi in maniera imbarazzante sui perché e sui percome, sui perquando ed i perquindi, per poi chiedermi che quindi? e invece no, tanto sei già bravo a farlo tu per entrambi.

Chi mi conosce da un po' sa quanto posso essere spaccapalle con tutto quanto concerne la lingua Italiana, i significanti ed i significati, l'univocità del messaggio e la proprietà di linguaggio, il peso di ogni parola e l'importanza di non dire cose a caso. Almeno, non sempre.
Tu ci riesci, parli per entrambi e lo fai nel migliore dei modi. Questo porta a smarrire me, a far perdere a me le parole, a farmi sentire che se dico cose o se non le dico è lo stesso. Voglio credere che tu sai già, me lo puoi leggere nello sguardo e sul viso e nei sorrisi silenziosi che ti faccio al telefono (sì io sorrido quando sono al telefono e so che dall'altra parte si capisce, e allora?).
Mi sono persa, la bussola non so se ce l'ho e non ho con me nemmeno le mappe.

Mi sento Grania più che mai, la mia nave è fatta di cose che ancora non si capisce bene cosa siano ma non è importante saperlo, vado in giro per dei mari un po' così che però mi fanno sentire bene con te, con noi e con tutto il resto che mi circonda.
Voglio un Jolly Roger, l'ho sempre voluto, ho iniziato nell'ultimo anno a volerlo sempre di più ed ora più che mai.

La Piratessa ed il Doblone Ammaccato, one month later.


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domenica, 13 aprile 2008

Questa foto mi fa venire in mente il cartone animato di Papà Gambalunga.
Vorrei scrivere mille cose, pensarne altre mille per non scriverle ma oh, non si può mica diventare monotematici no? Quindi un'immagine e basta, vale.

Alla fine si finisce sempre a parlare di andar via, di partire.
Io sono ancora legata qui, io ho ancora i miei conti in sospeso.
Il pensiero però c'è sempre, ora anche di più. Bisogna solo renderlo propulsore.

Oggi si ricomincia a lavorare, speriamo lo si tenga.
Viva l'Italia, Repubblica fondata sul lavoro. In nero, perché ti pagano più e meglio.
Viva.


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martedì, 08 aprile 2008

Son giorni un po' così.
Di quelli che "Vieni con me a Roma?" "Certo, perché no".
Di quelli che l'importante è non fermarsi troppo a pensare.
Di quelli che ad un certo punto o li prendi come vengono o non ne vieni a capo.
Di quelli che comunque la Musica è al primo posto, soprattutto quella live.
Di quelli che, in qualche breve attimo, ti chiedi perché così, perché adesso, perché deve finire.

E la capitale, il treno, le fiere, dormire, fazzoletti di carta, spesa, le cuffie del lettore mp3 a forma di coccinella, il centro storico, gli Arpioni, libertà al cento per cento, i commenti senza filtro, le telefonate senza senso, la mano nella mano, i tic nervosi alle labbra, il vento, il kebab ed il take away cinese, l'entropia, la propoli che sembra fragola, i Darkbuster che capita che ancora non li voglio sentire, i discorsi seri e quelli per niente seri, tutti i "prendiamo e andiamo", i soldi che non bastano mai, i mezzi pubblici, i risvegli, le farmacie notturne, i coinquilini che non schiodano, le feste di compleanno, i nani da giardino con la macchina fotografica, le dormite sul marciapiede, le straniere, piazza del Popolo, la cartina, gli attraversamenti pedonali, le mostre fotografiche a caso, le colazioni americane, i massaggini, i sorrisi.
I sorrisi.

Milioni di altre cose che non posso mica star qui a scrivere tutto, dai.
I'm forever blowing bubbles, pretty bubbles in the air
They fly so high, they nearly reach the sky
And just as my dreams they fade and die.


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lunedì, 31 marzo 2008

Figli, case, sesso, cuori e leoni, melanzane vincenti, spritz, mydeathspace, orgasmatron, giallo.

Perché al sabato mattina al supermercato una morta di sonno ed una morta di sbronza che ci mettono più di mezzora a comprare uova, arance e salame spaccano i culi a tutti.
Viva gli occhiali da sole, la focaccia con lo stracchino, il milka che si espande in maniera incontrollabile per tutta la macchina.

Perché quando in tavola ci sono delle melanzane fritte e poi ripiene e poi riifritte vincono per forza loro, non puoi fare altro che dirlo al mondo intero e poi concludere con un "Va bene". E poi il dolce-salato che è tutto buono, ma buono per davvero, però quando scendono in campo le melanzane il resto passa in secondo piano.
Viva la besciamella, poi, su tutto.

Perché alla fine ti capita anche di scoprire cose che magari non volevi nemmeno scoprire, diventi un'icona per le lesbiche senza nemmeno esserlo però va bene così. Bello.
E chi l'ha detto che la donna rude è out?

Perché qualsiasi cosa succeda, quando siamo insieme io sto fottutamente bene. E posso avere problemi, posso non averne, può essere primavera o estate o autunno o inverno. Possiamo essere in un posto o in un altro, stare insieme un giorno e mezzo o anche qualche ora. Posso dormire tutta la notte metà sul letto e metà no e svegliarmi sentendomi la persona migliore del mondo. Anche se siamo in stanza in cinque e l'ossigeno prima o poi finisce.
Fa niente, con voi respiro anche l'anidride carbonica. Respiro anche le melanzane fritte.

Perché anche se non si capisce, anche se ho idea che si voglia rendere la cosa più nonsense di quella che è in realtà, che c'è quella sensazione quando mi sveglio al mattino di avere una mano al centro del petto che preme per tenermi un po' indietro, che penso troppe cose e ne esterno troppe poche, che anche se ci provo per chi mi vuol bene sono un libro non solo aperto ma letto anche a voce bene alta, che da qualche parte si sta consumando qualcosa anche se non é detto che sia qualcosa di male - anzi, che le uova mi parlano ma poi alla fine non è detto che io debba capire qualcosa. Anche se, va bene così.
Basta lasciare che il cervello continui a rimanere relativamente in standby e va tutto bene.
E se si accende? Bo, sicuramente ci vedrò meglio.
Va bene, bella.

Poi io in realtà volevo parlare d'altro all'inizio.
O forse no.


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martedì, 25 marzo 2008

Viva la primavera!
Ecco tutto.


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giovedì, 14 febbraio 2008

Ormai è l'una e mezza passata, la radio dei miei vicini di last.fm è in diffusione e realizzo ora che siamo al 14 di febbraio.

NOW ON AIR: I Believe In A Thing Called Love dei The Darkness

Tra una manciata o poco più di giorni sarà un anno che ho chiuso un po' di porte, i bilanci di questa cosa sono circamenoquasi positivi.
Non ho mai avuto un ripensamento a riguardo, questo però non ha significato assolutamente una transizione indolore e tranquilla. Ho comunque 24 anni (ormai vado più per i 25, peraltro) e comunque per circa 8 anni non mi sono mai dovuta confrontare con una situazione del genere. Ho avuto i miei blocchi da superare, ho preso le mie ginocchiate sui denti - e forse ne ho date anche un paio - e soprattutto mi sono detta che basta.

NOW ON AIR: November Rain dei Guns'n'Roses

Che non volevo più storie, che non sono un'assistente sociale, che insomma non è proprio il momento, che mi fanno tutti schifo, che adesso non c'è nessuno in grado di starmi dietro e a cui io sono in grado di star dietro, che non voglio sbattimenti.
Che voglio solo i miei amici, il mio divertimento, i miei concerti, gli abbracci dalle mie nipotine, fare qualcosa della mia vita, concentrarmi su di me e sulle persone che realmente mi sono vicine.
Che voglio Cesca, la Fra, Marta, la Manu, Jenni, Saretta. Che voglio la Cri, Je, Stellé, Silvié, la Ele, la Sà, la Lau. Che voglio il Dani, il Chiappi, Piero, Claudio. Che voglio Mdario, Raffa, il Totaz, Clod.
Loro più tutti gli altri, vicini e meno vicini, con cui scambio volentieri un sorriso, una battuta, un discorso, una speranza, un pezzettino del mio futuro.

NOW ON AIR: Are You Gonna Be My Girl dei Jet

In tutto ciò.
Sono sveglia a quest'ora solo perché spero di poterti parlare ancora un po'. Ti penso. Sei così lontano che il solo pensiero di noi è imbarazzante, improponibile, ridicolo, assurdo. Sei così vicino a me per tutte le cose che mi contraddistinguono di più che è quasi improbabile, disarmante, inverosimile ma reale in maniera quasi dolorosa.
Sei che sei impossibile e sei l'unico, almeno per adesso.
E io perdo sonno per te.
Perdo il filo dei discorsi per te.
Perdo il senso dei pensieri per te.
Che non potrai mai leggere qui.

Dopo tanto tempo affronto una solitaria festa degli innamorati, a cui oltretutto non avevo mai dato troppo peso. L'affronto così.
Buon San Valentino.


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sabato, 24 novembre 2007

Un po' come quando si riporta alla memoria del famoso primo Pintumpleanno, quando alle 11 del mattino s'era già dietro a preparar sangria, alle 4 del pomeriggio s'aveva più di un litro di vino e altri alcool vari in corpo e ora della fine della festa, di primo mattino del giorno successivo, lo stato era indicibile.
Scene allucinanti, per chi se le ricorda ovviamente. Io tornai a casa mia, dal bar, in retro. Più di un chilometro di strada tutto fatto in retromarcia. Va bèn che era notte fonda - mattino presto, ma dovetti come sempre attraversare la statale. In retro. Non ricordo perché, volete che in quel momento abbia guardato se arrivava qualcuno?

Un po' come all'ultima Griglietta - compleanno, già reduce da una serata di quelle impegnative (il giorno prima), storia simile. LaCri doveva essere portata in Centrale a Milano entro un certo orario a metà pomeriggio. Faccio ad una socia: "Per piacere, guida tu che io non ci sto dentro". Lei era senz'altro più dentro di me, abbiamo fatto un'andata - ritorno di tutto rispetto. Di base però eravamo in gaìna tutte e due.

Un po' come quando, come sempre del resto, dato battaglia al vino ad una delle nostre cene brianzole quest'estate. Troppo vino, decisamente troppo whiskey, e la grappa vogliamo abbandonarla in un angolo? Nein. Poi la crisi. "Ma vuoi dormire qui?" "Ti faccio un caffé" "Ma sei sicura che ce la fai?" "Mi raccomando quando arrivi mandami un sms". Da casa The Claudiolis a camera mia in poco più di 8 minuti, circa la metà del tempo che ci impiego solitamente, del tragitto ricordo poco.
L'sms recitava qualcosa come *Basta vino* più un qualche tipo di imprecazione ovviamente scritta sbagliata.

 

Poi ti ritrovi in una situazione che vede te in macchina coi tuoi amici, dopo una delle sempre più rinomate cene brianzole. Un sacco di luci blu, sirene, coda. Alle due e passa del mattino. Ti sporgi dal finestrino posteriore e vedi una macchina mezza sfracellata contro il muro di una casa al ciglio della statale.
"Quella è una puma blu. Non è che ce ne siano tante in giro qui in Brianza"
"Oh cristo... fagli uno squillo!"
"Pronto. Sì, avevo immaginato che fosse la tua, ma tu stai bene? Sei sicuro? Hai bisogno che veniamo lì? Ma stai proprio bene? Ok dai, ci sentiamo domani"

Sì, uno dei nostri soci.
Se ne tornava anche lui a casa, solo che ha avuto la sfortuna di trovare una macchina sulla sua corsia che non voleva proprio decidersi a spostarsi. Quel pezzo di strada è bastardo, se sterzi a sinistra finisci contromano anche tu, se sterzi a destra... il muro della casa.
Centrato in pieno da tre ragazze in gaìna persa.
Lui sta bene, la macchina decisamente un po' meno, ieri fortunatamente suo padre era accorso al volo da lui.
Avevo già iniziato da un po' con la politica di star più attenta quando ho io la macchina. Da oggi, la nuova regola non prevede più di due birre in una sera. Ovviamente se sto in giro per meno di due o tre ore, la birra diventa una.
E stop.


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giovedì, 15 novembre 2007

Siamo un gruppo di persone abbastanza variegato.
Praticamente tutti abbiamo a che fare con la musica: chi suona uno strumento, chi canta in qualche gruppo o in qualche coro, quei pochissimi che non fanno né l'uno né l'altro comunque dedicano una fetta importante della loro esistenza all'ascolto di musica.
Buona musica, musica valida.
Attenzione però: buona e valida secondo personalissimi criteri.

Questo a cosa porta poi, in sostanza?
Ognuno ascolta la sua musica, qualche band magari è in comune a più persone (la statistica per una volta ci dà ragione) ma fondamentalmente ognuno ha i suoi gruppi preferiti.
Il lato positivo è che si han sempre "sott'orecchio" cose nuove, così mi capita - nonostante *non sia il mio genere* - di andare ad un concerto di musica elettronica, di andare a sentire un quartetto jazz, di andare ad ascoltare un gruppo italiano che avevo precedentemente bollato come "musica pacco". Spesso poi l'esperienza è positiva, perché in fondo la musica è musica e se suonata con un po' di grinta difficilmente mi lascia perplessa.
Il lato negativo? Sembra che i gruppi che ascolto io, oltre a non passare per l'Italia, non interessano proprio a nessuno.

Ora io esigo incontrare qualcuno a cui piacciano i gruppi che piacciano a me. Basta, voglio poterli vedere dal vivo senza dover pensare all'idea di andarci da sola o anche solo cantare a squarciagola in macchina con qualcuno invece di dover sempre abbassare il volume perché agli altri può dare fastidio.
Più punkrock, più hardcore, più folk rock. Mica solo questo, ma insomma anche!
Più Darkbuster, più Dropkick Murphys, più Street Dogs, più Ducky Boys, più Welch Boys, più Unseen, più Far From Finished, più Gallows, più Strike Anywhere, più Rise Against, più Anti-Flag, più Satanic Surfers, più Pennywise, più Ignite, più Rancid, più Social Distortion, più The Bones, più Distillers, più Bouncing Souls, più Less Than Jake, più Heideroosjes, più No Use For A Name, più Good Riddance, più Propagandhi, più Millencolin, più Ten Foot Pole, più Lagwagon, più Flogging Molly, più Pogues, più Real McKenzies, più Porters, più Blood or Whiskey, più Whiskey Rebels.
E che cacchio, su!


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