mercoledì, 30 aprile 2008
Come direbbe la Manu, mia compagna di viaggio questo giro: MINCHIABBAU!
Alla fine sembra che ce la faremo, Liverpool e Birmingham stiamo arrivando.
Sono giorni un po' così, ho dovuto incassare qualche pugno alla bocca dello stomaco e stringere i denti, non lo so se sia già finita o se ancora ne debbano arrivare altri.
Io però sono Pirata e quando c'è tempesta io resto sulla mia cazzo di nave finché non affondo con lei. Poi è chiaro che si cerca di non affondare, diamine.
I Gallows cantano "Mayday mayday! The ship has hit the rocks again!" e io canto con loro, cerco di arrabattarmi come posso e correggo la rotta. Così è e così resta ciò che è stato, tantovale metterci un po' di quella roba e vedere di impegnarsi per il futuro.
Per il presente. Per me. Anche per noi dai, sebbene non voglia ammetterlo né a te né a me.
Tra poco più di mezzora quindi si parte, bella Manu.
Non vedo l'ora di essere sull'aereo e togliermi di dosso questa zavorra di merda che mi è rimasta addosso dagli ultimi avvenimenti. Voglio pensare solo alle cose belle, dire un sacco di cazzate, ridere, divertirmi, ascoltare musica e girare a caso per città che non ho mai visto e nelle quali - forse - non tornerò.
Punkabbestia a manetta proprio.

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martedì, 29 aprile 2008

Hold your head up high,
Cuz tomorrow you may die,
Cuz no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground,
Til you're the last one in town.
Someone that you trust turned out to be a tricker,
Smoking cigarettes, getting stoned on liquor,
Getting really dizzy, only getting sicker,
Small problems now only seem bigger.
America's a safe place,
If you're gonna leave it,
And the rhetoric is there,
If you're gonna read it,
And the hollow masses,
The machines defeated,
And the rich look down to arrive on the bleeding.
Hold your head up high,
Cuz tomorrow you may die,
Cuz no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground,
Til you're the last one in town.
Hardly enough,
It gets tough when you're running,
So you bust out the homeless,
When they start coming,
In LA, Broadway, it's wicked when they're watching,
And your backup and your backup and your backup ain't working.
There's no food, so you're spurred into action,
Set up and go to no satisfaction,
Ice and snow is the city passion,
When you walk in the shadows, girl, there's no protection.
Hold your head up high,
Cuz tomorrow you may die,
Cuz no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground,
Til you're the last one in town.
OK, well, This is the city of Los Angeles,
And it never sleeps,
It may look like it, but it doesn't.
It lives and breathes nocturnally,
So when you've got no place to sleep at night,
And you're all huddled up,
And you're cold,
Well, this song goes out to the city's forgotten.
Hey, Tim, take us on home...
Underlying reason, well she can't keep it going,
In the middle of the night,
They found her frozen,
And the Wal-Mart sign,
Keeps on glowing,
And the winds of change keep on blowing.
Hold your head up high,
Cuz tomorrow you may die,
Cuz no one's safe around here,
No one's safe around here.
Stand your ground,
Til you're the last one in town.


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domenica, 27 aprile 2008
Ci sono giorni in cui è difficile.
Sei stanco di sorridere ai problemi che non ti vogliono lasciare in pace e la cui risoluzione richiede energia costante per lunghissimi periodi di tempo.
Sei stanco di sorridere a chi ti sta vicino, stanco di essere sempre il muro e mai il poveretto che ci si poggia sopra per non cadere.
Sei stanco di avere sempre la testa in funzione per ragionare su tutte le cose che si ostinano a non volersi mettere a girare per il verso giusto e non trovare mai la soluzione.
Lo sai che va bene anche così, le soluzioni se stringi i denti e ti impegni escono sempre.
Però a volte sei solo stanco e vorresti avere la forza per sistemare le cose.
Che tutto fosse semplicemente in ordine, a posto.

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venerdì, 25 aprile 2008

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giovedì, 24 aprile 2008
Va bene lo ammetto, è da un po' che mi capita raramente di pensare ad altro.
Che devo fà, l'ammore è come la la colomba che è come la pasqua: quando arriva arriva.
L'ammore è una pasqua. Più cioccolato per tutti.
Dev 'essere stato per quello che martedì sera, sul mio treno Livorno-Milano, mi sono mangiata sette - e dico SETTE - kinder cioccolato uno di fila all'altro. E dico SETTE.
Ebbene, oggi è un mese che come mi piace dire "ci scambiamo i microbi".
Tu sei qui con me a pensare a questa cosa anche se sono tanti i chilometri che ci separano.
Ora potrei dilungarmi in maniera imbarazzante sui perché e sui percome, sui perquando ed i perquindi, per poi chiedermi che quindi? e invece no, tanto sei già bravo a farlo tu per entrambi.
Chi mi conosce da un po' sa quanto posso essere spaccapalle con tutto quanto concerne la lingua Italiana, i significanti ed i significati, l'univocità del messaggio e la proprietà di linguaggio, il peso di ogni parola e l'importanza di non dire cose a caso. Almeno, non sempre.
Tu ci riesci, parli per entrambi e lo fai nel migliore dei modi. Questo porta a smarrire me, a far perdere a me le parole, a farmi sentire che se dico cose o se non le dico è lo stesso. Voglio credere che tu sai già, me lo puoi leggere nello sguardo e sul viso e nei sorrisi silenziosi che ti faccio al telefono (sì io sorrido quando sono al telefono e so che dall'altra parte si capisce, e allora?).
Mi sono persa, la bussola non so se ce l'ho e non ho con me nemmeno le mappe.
Mi sento Grania più che mai, la mia nave è fatta di cose che ancora non si capisce bene cosa siano ma non è importante saperlo, vado in giro per dei mari un po' così che però mi fanno sentire bene con te, con noi e con tutto il resto che mi circonda.
Voglio un Jolly Roger, l'ho sempre voluto, ho iniziato nell'ultimo anno a volerlo sempre di più ed ora più che mai.
La Piratessa ed il Doblone Ammaccato, one month later.

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venerdì, 18 aprile 2008
E' dal giorno del mio compleanno che l'ascolto.
Tempo tempo tempo tempo tempo tempo tempo tempo tempo.
Dear Mom and Dad,
I’ve been making plans
To leave this house and yes I’m sure
So lock the door, and turn the front porch lights out.
After all the endless fights
The who’s been wrong and who’s been right
We just never saw eye to eye.
So there’s no need to apologize
Don’t wait up, I’ll be fine
If you could see inside my head
Maybe you could understand
That I’m better off I’m better off gone.
Dear Mom and Dad,
I’ve been making plans
To leave your house and yes I’m sure
That nothing’s wrong, so just be strong on my way out.
After all the endless nights
The who’s been wrong and who’s been right
We just never saw eye to eye.
So there’s no need to apologize
Don’t wait up, I’ll be fine
If you could see inside my head
Maybe you could understand
That I’m better off gone
I’m better off gone ‘cause we don’t see eye to eye.

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mercoledì, 16 aprile 2008

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domenica, 13 aprile 2008

Questa foto mi fa venire in mente il cartone animato di Papà Gambalunga.
Vorrei scrivere mille cose, pensarne altre mille per non scriverle ma oh, non si può mica diventare monotematici no? Quindi un'immagine e basta, vale.
Alla fine si finisce sempre a parlare di andar via, di partire.
Io sono ancora legata qui, io ho ancora i miei conti in sospeso.
Il pensiero però c'è sempre, ora anche di più. Bisogna solo renderlo propulsore.
Oggi si ricomincia a lavorare, speriamo lo si tenga.
Viva l'Italia, Repubblica fondata sul lavoro. In nero, perché ti pagano più e meglio.
Viva.

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martedì, 08 aprile 2008
Son giorni un po' così.
Di quelli che "Vieni con me a Roma?" "Certo, perché no".
Di quelli che l'importante è non fermarsi troppo a pensare.
Di quelli che ad un certo punto o li prendi come vengono o non ne vieni a capo.
Di quelli che comunque la Musica è al primo posto, soprattutto quella live.
Di quelli che, in qualche breve attimo, ti chiedi perché così, perché adesso, perché deve finire.
E la capitale, il treno, le fiere, dormire, fazzoletti di carta, spesa, le cuffie del lettore mp3 a forma di coccinella, il centro storico, gli Arpioni, libertà al cento per cento, i commenti senza filtro, le telefonate senza senso, la mano nella mano, i tic nervosi alle labbra, il vento, il kebab ed il take away cinese, l'entropia, la propoli che sembra fragola, i Darkbuster che capita che ancora non li voglio sentire, i discorsi seri e quelli per niente seri, tutti i "prendiamo e andiamo", i soldi che non bastano mai, i mezzi pubblici, i risvegli, le farmacie notturne, i coinquilini che non schiodano, le feste di compleanno, i nani da giardino con la macchina fotografica, le dormite sul marciapiede, le straniere, piazza del Popolo, la cartina, gli attraversamenti pedonali, le mostre fotografiche a caso, le colazioni americane, i massaggini, i sorrisi.
I sorrisi.
Milioni di altre cose che non posso mica star qui a scrivere tutto, dai.
I'm forever blowing bubbles, pretty bubbles in the air
They fly so high, they nearly reach the sky
And just as my dreams they fade and die.

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mercoledì, 02 aprile 2008
fonte: IrlandaOnline
Mi suona un po' strano scriverlo, visto tutto quello che generalmente mi capita di leggere accostato al nome, però viva l'Ulster.
Così invischiato nella sua stessa sanguinosa e rabbiosa storia, così spaccato in tutto quello che fa tanto che persino a Stormont è tutto un po' un disastro, così sempre poco di testa e tanto di cuore e pugni chiusi, ecco che arriva al mondo la notizia di una cosa chiamata "carta dei diritti".
Era forse dagli anni Settanta/Ottanta che non si sentivano notizie di quelle importanti dal fronte dei diritti civili, tutti sempre impegnati tra confini, radici, fazioni religiose, bombaroli e politicanti.
Oggi, la straordinaria notizia sia per l'argomento trattato che per la leggerezza con cui lo si affronta. Una ventata di aria fresca (di quelle che si sentono dopo che hai passato i pavimenti ed i vetri in tutta casa, tanto per rimanere in clima con la notizia) di quelle che fanno un po' sorridere ed un po' dire, per l'appunto, viva l'Ulster.
Dunque si può anche soprassedere quando ci viene comunicato che la legge verrà sottoposta al voto a Westminster, si stringono un po' i denti ma adesso non è il momento per iniziare a rivangare tutto di nuovo, altrimenti tra due anni siamo ancora qui a scavare.
Ergo, uomini, forza di swiffer e di scopettone, che siete anche tanto sexy quando fate i casalinghi.
E meno storie, che altrimenti qui non va mica bene.
Ah, e quando vi fate la doccia, poi ricordatevi di pulire che si forma il calcare.

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