♦ SCEMO CHI LEGGE ♦

mercoledì, 29 agosto 2007

No.
I capelli davvero rossi, ma rossi pel di carota, non ce li ho.
Gli occhi verdi, ma verdi per davvero, non ce li ho.
Le lentiggini tutto l'anno non ce le ho.
Non sono irlandese e non lo sarò mai.

Non sono ancora laureata.
Non sono una buona studentessa.
La voglia di finire, quella che fa accelerare gli ultimi 100metri, non ce l'ho.
La testa per stringere i denti e aumentare il ritmo non ce l'ho.
Probabilmente nemmeno l'intelligenza di costringermi.

Non sono più fidanzata.
Qualcuno che mi interessi per più di 48h non ce l'ho.
Qualcuno che mi sostenga nei miei continui scivoloni non ce l'ho.
La voglia di mettermi in gioco e fare esperienze non ce l'ho.
La testa per rassegnarmi e convivere con me stessa non ce l'ho.

La grinta per chiudere gli occhi e fare un lavoro schifoso che però bene o male paga non ce l'ho.
L'energia per trovarne subito uno, adesso, al volo, non ce l'ho.
La bella faccia per fingere, almeno sul posto, che vada tutto bene non ce l'ho.
La forza per concentrarmi sulle piccole cose non ce l'ho.
La tenacia per dare di più, perché tutti qui - in un modo o nell'altro - almeno una volta hanno chiesto di più da me, non ce l'ho. Non voglio avercela.

Non sono tranquilla.
Non sono serena.
Non sono propositiva.
Non sono nell'ottica di accettare le cose come vengono.
Non sono felice.
Sono molto incazzata.

I know Nothing. I feel Nothing. I AM Nothing.

 

E con questo ho finito il riassunto, signori.
Fate un po' come volete.


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And the Label is: sclerosclero


lunedì, 27 agosto 2007

ON AIR: Better Things - Bouncing Souls

Ascolto e riascolto e riascolto e riascolto questa canzone, proprio come ho fatto ai primi di aprile di questo merdosissimo anno 2007.
Penso e ripenso e ripenso e ripenso alle parole di questa canzone, cercando di convincermene e di farne il mio way of thinking.

C'è un eccesso di pessimismo e fastidio.
Ho sempre avuto eccessi di pessimismo e fastidio.
Mi danno fastidio questi eccessi di pessimismo e fastidio.
E' un cane che si morde la coda: più sono in pessimismo e fastidio, più mi infastidisco.
Che fastidio.

Be an optimist instead,
Somehow happiness will find you

Eh, la canti facile tu né?
Io ce sto a provà, ho un nodo allo stomaco e una smorfia alla bocca ma ci provo.
Vedo le mie energie buttate nel cesso ma vado avanti.
Sento che c'è sempre qualcosa che mi sfugge, quel tanto poco che mi basterebbe per essere un po' felice, ma proseguo ugualmente.
Vado avanti perché stare fermi fa ancora più schifo.

I hope tomorrow you'll find better things
I know tomorrow you'll find better things

Grazie.
Poi ti dirò...


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giovedì, 23 agosto 2007

Una bella giornata, sì.
Una di quelle giornate che sarebbe da metterle per iscritto, prendere una cazzo di gomma (possibilmente all'antrace) e poi cancellarla dalla prima all'ultima parola.

Sapete uno di quei giorni in cui si dà fondo ad ogni energia?
In cui sembra sempre che nonostante lo sforzo non sia mai abbastanza.
In cui quando vi pare che in fondo poteva andare peggio, arriva uno stronzo qualsiasi a trattarvi peggio della merda.

E no eh.
Mi pagano per lavorare. Non mi pagano abbastanza per farmi il triplo del culo ma lo faccio perché tra colleghi siamo tutti nella stessa merdosissima e bucherellata barca.
Non mi pagano abbastanza per essere presa a pesci in faccia dal capoccia represso di un supermerdaio, ma talmente a pesci in faccia che addirittura il vice-direttore s'è sentito in dovere più volte di venire a vedere come stavo e a "consolarmi".

Più vado avanti più vedo il grigio che permea tutto.
Ma non solo il posto dove lavoro, proprio la condizione generale in cui anche gli altri miei amici sono costretti a farsi le ossa.
Lavorare va bene, sono anchesì in buona parte brianzola e senza lavoro mi spaccherei i maroni dopo tre giorni. Essere sfruttati no.
Mi domandavo l'altro giorno, anzi domandavo ad un mio socio: "Ma è così che pensano valga la pena coltivare la gioventù lavorativa? La futura generazione che dovrebbe mandare avanti il paese per i prossimi 30 anni e più? Cosa pensano o sperano di ottenere?".
Poi si stupiscono della fuga di cervelli, della caduta precoce dei capelli, delle crisi di nervi e della disillusione che serpeggia ovunque. Poi si stupiscono che a 30 anni, quando succede qualcosa, ci si limiti ad alzare le spalle e a dire "E' così che gira".
Sono impotente di fronte a quest'immensa macchina-smorza speranze-e-ammazza energie.

Si stava meglio quando si stava peggio.
Facciamo pure di tutta l'erba un fascio.
Non ci sono più le mezze stagioni e tra un po' non ci saranno più nemmeno quelle normali.
E' tutta colpa dei parlamentari.
L'erba del vicino non sarà proprio verde, ma almeno un po' ce l'ha. Fumiamola assieme.

 

Ma vaffanculo.


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And the Label is: workers song


martedì, 21 agosto 2007

Questa donna è troppo avanti.
E' stata più della metà della mia vacanza a Londra.

Tanto disagio adesso.


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venerdì, 17 agosto 2007

Per non parlare di quello che ci è successo ad Harrods.
Anzi già, non parliamone. Sappiate che io e la Cri siamo riuscite a sventare un attacco terroristico. Tutto da sole eh?

Ma 'sto London Look di stocazzo...
Si perché io sabato ho preso l'aereo senza prima farmi una doccia. Il mio pensiero è stato: "Chemmefrega? Salgo sull'aereo, scendo, passo la notte lì da barbona poi arrivo in ostello e mi faccio una doccia coi controcazzi."
No.
Docce fuoriuso (una funzionava a dire il vero, ma espelleva sputacchi di acqua bianchiccia) e bagni che lasciamo stare. Sono finita dal parrucchiere.
A parte che 17pound se volevi wash+cut+dry e invece 25pound solo wash+dry e non ho ancora capito perché.
Me li avessero fatti bene! La sera la frangetta, che di solito mi va quasi sugli occhi tanto è lunga, mi arrivava a mala pena a metà fronte. Che schifezza, in ostello me la sono dovuta rifare.
Loro ed il London Look della minchia.

E la Cri in aereoporto a Luton?
Ci hanno fatto un sacco di storie perché non volevano che oltre al bagaglio a mano ci portassimo anche la borsa. Una normalissima borsetta di quelle che ogni cazzo di ragazza, donna e nonna si porta dietro ovunque va.
Io ho visto, oltre a Benny Hill (non è morto, gira per Londra!) e Dave Grohl, la Cri impazzire ed iniziare a bestemmiare in veneziano puro con i dipendenti del Luton Airport.
Impagabile.

Perché in quella città tutti corrono.
Alle 8 di domenica mattina ad Hide Park. Alle 3 del pomeriggio in giro per il centro. Alle 5 del pomeriggio a Westminster, diobò sarebbe come vedere uno fare footing un pomeriggio di agosto in Vittorio Emanuele. Alle 9 di sera per Soho, mentre i gggiovani iniziano già ad affollare i pub ed i locali. Alle 11 di sera per le eleganti vie di Kensington.
Ma dove cazzo correte! Imparate a mangiare meglio e vedrete che sto vizio del cazzo di correre in giro ovunque lo perdete.
Inglesi del cazzo (ogni tot, per contratto, lo devo dire).

Londra è splendida.
I londinesi mh.
Gli inglesi mi stanno ancora sui maroni.


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giovedì, 16 agosto 2007

Sono qui.
Fra poco meno di 15 minuti tornerò già a lavorare, ancora ho mille diapositive in testa da riordinare bene, molte emozioni (alcune contrastanti tra di loro) da inquadrare e catalogare.
Ho vecchi e nuovi demoni che mi hanno seguito in questa vacanza e che non se ne vogliono andare.

La Cri ora è in viaggio verso la sua madre patria (e vorrei citare, anche se non c'entra niente, una frase che mi ha detto ieri in preda al delirio pre-salita aereifica: "Perché i veneziani hanno conquistato il mondo, solo che nessuno se n'è accorto"). Sentirò la sua mancanza, oh yes.

Ho fatto il pieno di Guinness, quasi fino a stare male (ma non ad ubriacarmi, dannazione).
Ho scaracchiato per terra di fronte al Parlamento, ho mandato affanculo la statua di Cromwell, sono stata anche portata nel pub dove si trovavano i parlamentari (il Red Lion? Ricordo bene?) e al di fuori del quale venivano contestati per le loro politiche anti-irlandesi.
Ho dovuto spiegare milioni di volte che ho 24 anni ed è inutile che mi chiedessero con sufficienza i documenti ogni cazzo di volta che ordinavo da bere. Abbiamo visitato più pub possibili, facendo una specie di pubtour. BiRetta e via, uischino e via.
Ho scattato poche foto, tanti autoscatti con la Cri, tante diapositive di una vacanza breve ma intensa.

L'English Brakfast è davvero troppo per me, ci ho provato ma un ce la fo.
Gli inglesi sono proprio degli zozzoni, l'ostello era soffocante e i cessi facevano cacare (anche se da questo punto di vista s'era talmente tanto in disagio che qualche problema ce l'abbiamo avuto ugualmente).

Londra, ai miei occhi, è la sintesi ultima del cosmopolitanesimo.
Everyone can be everithyng they want to be. Everyone has got one place to fill in.
Ogni popolazione ha i suoi "rappresentanti" qui. Anche austriaci (mannaggiaccrisht!).

Il mio inglese non fa poi così schifo, dopotutto.
Persino questi dito al culo di inglesi mi hanno capito praticamente sempre.


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sabato, 11 agosto 2007

Arrivò il giorno infine.
Stasera parto, una stressatissima ed impauritissima Cri al mio fianco in questo mini-viaggio.

Parto con il lavoro che non ne posso più.
Parto con l'idea che quando torno mi faccio un culo così sui libri.
Parto con la scoperta che il ragazzo della pescheria è fidanzato da cinque anni.

...

Però parto, Londra arrivo.
Ciao!


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mercoledì, 08 agosto 2007

Stamattina, nella solitudine et tranquillità di una casa estranea, ho avuto modo di riflettere. Le solite riflessioni di stampo pseudofilosofico ed esistenziale, di quelle che non ti portano a niente ma che ti fanno provare l'aleatoria sensazione di aver usato per un po' una parte di cervello solitamente dormiente.

La mia vita si concentra tanto sui rapporti interpersonali - e personali, con me stessa - che molto spesso, ho concluso, non sono altro che percezioni. Baso granparte delle mie relazioni sociali sulla percezione che ho di loro, dei loro comportamenti, dei loro pensieri.
Se dall'altra parte ho a che fare con qualcuno che, volontariamente o meno, si prodiga per rendere le mie percezioni reali e corrispondenti alla realtà, allora il rapporto funziona ed è chiaro, cristallino, sano.
Se dall'altra parte, al contrario, ho da sostenere un confronto con chi non mi lascia intravedere se le percezioni che ho corrispondono al vero, dopo un po' il rapporto si affievolisce. A volte si spegne del tutto.

Mi è capitato con più di una persona e per lunghissimi periodi di tempo di non accorgermi che le mie percezioni erano sbagliate, che chi avevo di fronte nel bene e nel male non era come i miei occhi lo vedevano.
In un paio di casi specifici mi sono resa conto da molto poco - illuminazione in parte mattutina - che queste mie percezioni erano sbagliate perché l'altra persona non voleva mostrarsi a me.
Perché?
Non so darmi una risposta e questo dubbio mi lascia un amaro difficilmente esprimibile a parole. Perché qualcuno ha avuto interesse nel condividere parte del suo tempo con me senza mai mostrarsi per quello che è realmente? Senza rendermi partecipe in maniera incondizionata dei suoi pensieri? Senza mai dimostrarmi quali sono i suoi sentimenti e le sue emozioni? Senza manifestarmi i suoi giudizi chiari ed inequivocabili sulla mia persona?
Non è forse vero che quando il rapporto è stretto è fondamentale che ogni singola cosa sia esplicita e ben formata? Sbaglio quando penso che la dimensione che ho di me stessa deve basarsi anche su quella che ha chi mi è vicino?
E' stato giusto? E' stato corretto?
No, non lo trovo né giusto né corretto.

Ma ormai è passato, la pagina è stata voltata, il capitolo ha visto la parola fine.
Non si costruisce su macerie... al più ci si fa una gita ogni tanto.
Per non dimenticare.


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domenica, 05 agosto 2007

Inizia la settimana di apnea.
Chi è già partito ieri, chi partiva oggi, chi partirà domani.
Rimarrò praticamente solo io, l'ultima dei coglioni in Brianza.
Leggerò libri, guarderò DVD, studierò, lavorerò.
Sognerò il ragazzo della pescheria più un altro paio con cui tanto non ci proverò mai. Mi compiangerò per questo poi farò spallucce e continuerò su questa strada.

Per questa settimana mi trasferisco.
Vado a fare da balia ad una casa vuota per conto di amici.
Avrò quattro gatti da sfamare, io odio i gatti ma questi fortunatamente si fanno i cazzi propri, non li vedrò praticamente mai.
A proposito, dovranno cenare... meglio non fare tardi.

Sabato parto, già non ho voglia di quando dovrò tornare indietro.
Ma almeno saranno tornati anche i miei amici.


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mercoledì, 01 agosto 2007

Bobby Sands nacque a Belfast nell'estate del 1954.
Ha sempre vissuto in West Belfast, nel quartiere di Twinbrook, assieme alla sua famiglia.

Bobby entrò a far parte dell'Irish Republican Army appena compiuti i 18 anni.
Nel 1972 (poco dopo il suo reclutamento) venne arrestato per la prima volta per possesso di armi da fuoco. Scontò 3 anni nel carcere di Long Kesh, carcere che diverrà a lui fin troppo familiare, con lo status di progioniero politico.

Rilasciato nel 1976, venne arrestato nuovamente dopo pochi mesi per un attentato a Dunmurry assieme ad altri tre militanti nell'IRA. Nell'anno successivo ('77) vennero ufficialmente condannati a 14 anni di reclusione.
Fu così che Bobby fece ritorno agli H-Blocks di Long Kesh, questa volta senza lo status di prigioniero politico.

I troubles nel frattempo si erano acuiti, riuscendo ad oltrepassare le mura delle carceri, in particolar modo Long Kesh ed il braccio femminile di Armagh.
Gli appena citati troubles, la lotta giornaliera con i secondini del carcere (simboli dell'estabilishment britannico), l'abolizione dello status di prigionieri politici avvenuta dopo i crimini commessi il 1 marzo 1976 non fecero altro che sublimare la situazione di rivolta.

Sands continuò a collaborare dal carcere in vari modi. Faceva recapitare all'esterno del carcere - perlopiù su carta igienica - dei suoi scritti destinati al giornale repubblicano "An Phoblacht". Organizzava la rivolta dei POWs con iniziative di vario genere, tra cui quella di rifiutare le divise del carcere per non voler ammettere di essere sullo stesso piano degli altri carcerati.

Divenne ben presto Officer Commanding dell'IRA all'interno di Long Kesh, introducendo alle varie iniziative di rivolta anche lo sciopero della fame. Diresse senza parteciparvi la prima nel 1980 e si offrì di partecipare a quella dell'anno successivo.

Bobby Sands aveva una moglie e due figli, uno dei quali (Liam, il secondogenito) morì dopo una settimana dal parto senza che lui fosse mai riuscito ad incontrarlo.

Nel primo marzo 1981 partì con l'hunger strike, il mese successivo venne eletto membro del Parlamento britannico per la circoscrizione per Fermanagh - South Tyrone con più di 30mila voti.

Tre settimane dopo, Sands morì di inedia nell'ospedale della prigione, dopo 66 giorni di sciopero della fame. Altri nove uomini (6 dell'IRA e 3 dell'INLA, Irish National Liberation Army) morirono dopo Bobby tra maggio e agosto del 1981.


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