♦ SCEMO CHI LEGGE ♦

domenica, 29 luglio 2007

Doveva essere Belfast e invece mi tocca aspettare.
Dovevo passare poi per Glasgow ma Santa Ryan Air coi suoi rialzi di agosto mi ha tarpato le ali.
Era dunque diventata una caccia al volo per una meta a caso dell'Irlanda, che fosse all'aereoporto di Dublino, quello di Cork, quello di Shannon. Niente, i prezzi erano improponibili.

Infine fu Londra.

A me che stanno sul cazzo gli inglesi.
A me che gira il culo che sono gli unici nel mondo che non accettano anche l'euro come pagamento (spocchiosi del cazzo).
A me che l'idea di andare in quella città non mi aveva mai sfiorato.
A me che andrò con la maglia dell'Irlanda e peccato ancora non averne una dello Sinn Fèin.

A me che in fondo l'importante era partire.
Partire con la Cri, andare in territorio nemico e bere nei suoi stessi pub.
Sì perché adesso sto facendo la superbravissima ma quando sarò là, fanculo allo stop alcolico.

Infine sì, fu proprio Londra.
London Calling?


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martedì, 24 luglio 2007

Questo post è dedicato ad un'amica e a chi, come me e come lei,
deve far fronte a situazioni quotidiane poco favorevoli.

Diciamoci la verità:
A volte la convivenza coi genitori è parecchio complicata, soprattutto quando ormai si è raggiunti una certa età. Sembra che loro a tratti pretendano da te serietà e maturità assoluta, mentre in tantissime altre cose per loro sarai sempre la loro bambina.
Diciamoci anche la seconda verità:
Quando hai 24 anni (o anche uno o due di più) ed i tuoi giorni stanno per finire, in casa non sei propriamente un ospite. Ti fai le tue cose, aiuti, arrivi fin dove puoi. Poi c'è chi studia e chi lavora, il nostro da fare ce l'abbiamo, e almeno nei mesi estivi se abbiam voglia di bere qualcosa e fare quattro chiacchiere coi nostri amici di lunedì sera, tornando a casa tardi, dobbiamo poterlo fare.
Diciamoci anche la terza, di verità:
E' inutile avere il pugno di ferro quando poi con nipotini e figlioletti più piccoli non si è capaci di dire di no.

Io mi oppongo vostro onore.
Io mi infervoro e sposo la causa mia e di chi è in situazioni simili.

Noi non abbiamo 24 anni solo quando c'è da andare a fare la spesa, pulire la casa, andare in posta a pagare le bollette, portare la nonna in giro, accompagnare il fratellino a calcio.
Noi non ce ne stiamo in casa genitoriale perché siamo dei parassiti che non pensano nemmeno lontanamente all'idea di farsi una vita propria. Ci sono degli studi da terminare, dei soldi da mettere via, delle basi da almeno accennare per non ritrovarsi gambizzati in questo mondo esterno.
Noi non dobbiamo sempre e solo dire di sì, capire le situazioni di madri e padri, capire che gli altri sono più piccoli, capire che la nonna è vecchia, capire di qua, capire di là e nessuno sembra mai fare il minimo sforzo per capire noi.

Noi che vorremmo poter finire l'università e sapere che non ci attende un lavoro a progetto di sei mesi sottopagato come gratifica per esserci fatti un culo così sui libri.
Noi che vorremmo già avere una vita nostra lontana dalla casa di famiglia se solo non ci si dovesse accendere un mutuo anche solo per mettere la benza nella macchina (che poi a noi il mutuo non lo fanno per il motivo di cui sopra).
Noi che, fatemelo proprio dire, che due coglioni. Dobbiamo mostrarci grandi nei doveri ma piccoli ed obbedienti per lo svago.

E allora andate tutti affanculo.
Io esco, torno tardi e domani studio.
Domani esco ancora, torno tardi e dopodomani lavoro.
Sì, lo faccio, diobòn!


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giovedì, 19 luglio 2007

Volevo scrivere qualcosa di nuovo qui, non mi piace che i post si trascinino nel tempo, però mi rendo conto che non c'ho un cazzo da dire.
Elettroencefalogramma piatto, fa troppo caldo per attivare le sinapsi.

Il lavoro sempre uguale.
Lo studio sempre uguale.
La mia condizione sociale sempre uguale.
I miei rapporti col giovane maschio sempre uguali.
Le prospettive di viaggio sempre uguali.

Sempre uguali = in stallo, ristagnanti, immobili, senza previsioni di mutamento.

Oltretutto entro una settimana praticamente tutti i miei amici se ne vanno. Chi al mare, chi in montagna, chi in Italia e chi all'estero. Mi aspetta un fine luglio - inizio agosto paurosamente desolante, se non mi invento qualcosa.


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lunedì, 16 luglio 2007

Non è che mi piace fare shopping così di base.
Anzi, il più delle volte quando si tratta di accompagnare qualcuno per negozi mi smarono subito, mentre tante mie amiche provano piacere anche solo nel fare da spalla a chi deve effettivamente comprare.
Io no.
A me piace comprarMI cose, regalarMI cose, recuperarMI cose.

 

Lui è un vecchio amico.
Il mio primo profumo serio, non l'ho più dimenticato.
Sapevo che prima o poi sarei tornata da lui.


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giovedì, 12 luglio 2007

Io devo viaggiare.
Ogni tot tempo devo prendere, lasciare tutto ed andare da qualche parte. Anche a caso, anche la prima cosa che mi propongono, basta cambiare aria e vedere qualcosa e/o qualcuno di nuovo.

Ieri ho preso al volo un'occasione datami e ho accompagnato un'amica a Mantova.
Inutile dire che l'ho trovata molto bella, con tutto che questa mia amica è una testa d'arte quindi mi ha spiegato un sacco di cose sulla città che altrimenti non sarei mai riuscita a conoscere.

Decisamente avevo necessità di staccare, di curiosare in posti diversi dal mio, di osservare facce sconosciute, di poter esclamare "Foto!" ad ogni cosa che più mi aggradava. Di mostrare il mio tesserino universitario per avere gli sconti agli ingressi, che in fondo a qualcosa quel badge serve.

Sono tornata a casa stanca, coi piedi doloranti e senza più soldi nel portafogli. Però sono anche tornata a casa con la macchinetta piena di foto, sfiancata dalle risate e dai sorrisi, vagamente colorita, soddisfatta della giornata passata e con la promessa di rifarlo il prima possibile con un'altra città.
Yeah.


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sabato, 07 luglio 2007

Ho dovuto per forza di cose aggiungere la tag "DKM mania".
Era diventato un obbligo morale.

 


A me, me piasce.

Che poi sì, non sarà per nulla femminile.
Che poi sì, è impegnativo.
Che poi però, via, io sono questo.
Anche.


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mercoledì, 04 luglio 2007

Oggi penso che lavoro anche oggi, farò 4 giorni consecutivi e so già che arriverò a sabato sclerata. Con tutto che scoprirò i miei orari da domani a sabato soltanto oggi pomeriggio, quando andrò a lavorare.

Oggi penso che non ne posso più, voglio andare in vacanza. E invece il 25 di luglio ho il penultimo esame, per il quale non riesco più a studiare - e dire che a giugno l'avevo studiato benissimo - e questo mi blocca un sacco di cose. Voglio andare a Roma (ah ma ci vado, oh se ci vado), voglio andare a Belfast (idem come parentesi precedente), voglio andare a Gardaland, voglio andare alle terme.
E tutto è condizionato dal lavoro, ci sono persone che aspettano solo me e io sono costretta a temporeggiare. Non ci sono abituata e mi infastidisce non poco.

Oggi penso che il mio stato è talmente confusionale che ogni giorno mi sembra di avere un'Epifania. In realtà è come se ogni giorno facessi un percorso circolare dei miei pensieri, magari con parole diverse; sono rinchiusa in una spirale dalla quale non riesco ad uscire.

Oggi penso che per la prima volta sono io ad aver seriamente bisogno dei miei amici e non il contrario e che questa cosa mi mette in profondo disagio.

Oggi penso che in fondo disegnarsi sul corpo qualcosa che rimarrà lì tutta la vita, per me,  è solo un modo per autoaffermarmi, per dire "Ehi, lo vedi? Io sono questo". Ed è per questo che continuerò a farlo, seppure con la solita calma ed il periodo di riflessione annuale che mi impongo prima di ogni disegno.

Oggi penso che è assurdo star perdendo peso e gonfiarsi sempre di più. I miei ormoni sono impazziti e non so come risistemarli.
Ma forse, se continuo così, riuscirò finalmente a finire la mia dieta.

Oggi penso che ancora una volta devo fare uno stop dall'alcol, ordini superiori. Niente whiskey almeno fino a settembre, massimo una o due birre a settimana. Del resto la cirrosi non la voglio mica, meglio prevenire.
Mi farò una pera di succhi di frutta e té freddi. Sob.

Oggi penso che quasi quasi inizia a sconfifferarmi l'idea di visitare Boston.
Mi riservo il diritto di pensarci su ogni tanto, con calma, senza pretese.


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domenica, 01 luglio 2007

 

 


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