♦ SCEMO CHI LEGGE ♦

mercoledì, 31 maggio 2006

E andiamo che è già ora di estate.
Lo dico con una maglietta con le maniche a tre quarti ed il gelo nelle mani perché all'alba del 31 maggio fa ancora frecco.
Lo dico con ancora un mese di stage e tutti gli esami da sostenere davanti.
Ma mi caschi il cielo in testa se non è già ora di estate.

Il traghetto è prenotato, siamo indirizzati. Scenderemo nel primo mattino ad Ancona e porteremo le nostre regali chiappe sul traghetto che ci porterà dritti dritti (un traghetto va dritto dritto?) a Patrasso.

Poi saranno due settimane di Peloponneso, tra Olympia, Sparta, Micene, Argo, Corinto ed il tanto sognato tempio di Aphaia ad Egina. Andremo ad Atene, una di quelle città che chiamano eterne, proprio come la nostra Roma, a visitare le sue vie, i suoi musei, l'Acropoli e quant'altro ha da offrirci.
Poi ci sposteremo nelle Cicladi, e lì andremo su qualche isola un po' a caso credo... ci hanno fatto tanti nomi, da Mikonos che non c'é nulla ma ci arrivano i traghetti a Milos a
Santorini che è un po' a sud ma a quanto pare ne vale la pena.
Ci hanno parlato del caldo, della bellezza e del vento.

E io sono curiosa di sapere cosa si mangia in Grecia.
Andrò prima di partire al ristorante greco per farmi un'idea.
Una scusa per una cena dite? Forse, ma ho comunque intenzione di farlo.

I'm starting the final countdown to Greece...


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lunedì, 22 maggio 2006

Sabato giornata intensa, anzi intensissima.

Dopo un'abbondante colazione mi sono recata a Milano con mia madre.
Meta forse il posto più gradevole e rilassante nel quale sono mai stata. Ho passato due ore abbondanti tra bagni turchi, vasche idromassaggio, lettini per il massaggio rilassante e tepidarium completi di té caldo e vassoi con assaggi della cucina araba.


Sicuramente un'esperienza
da ripetere.

Appena si arriva nello spogliatoio vieni fornito di ciabatte ed asciugamano, ti fai una doccia veloce ed entri nel tepidarium dove trovi il rinfresco ed un'atmosfera rilassante. Poi parte il giro, e da lì è come se prendessi letteralmente la spina che collega il cervello con il resto e la tirassi con uno strattone.
Non ci sono orologi, non hai idea di come stia passando il tempo ma del resto è l'ultima cosa che ti interessa sapere.

Effettivamente ne avevo bisogno.
Favoloso.


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lunedì, 15 maggio 2006

All rights reserved.
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iPelo.


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martedì, 09 maggio 2006

Vi capitano mai le giornate di merda?
Domanda retorica, certo... oggi per me è una giornata di merda.

Il treno era in ritardo, ho perso dunque la "coincidenza" col primo autobus e ho aspettato per 15 minuti sotto la pioggia e con una ventazza che faceva volare i gatti e i cani (e i bambini e gli anoressici).
Poi salgo sull'autobus e le distinte signore milanesi che, a detta loro, vivono qui da più di trent'anni insorgevano perché l'autobus s'era fermato e non ripartiva subito. «Si divertono a prenderci in giro!»
Ma io dico, sei a Milano da 30 anni,  prendi questo cristo di 82 da un sacco di tempo e ancora non hai capito che Centrale è il capolinea e da che mondo e mondo OGNI mezzo pubblico al capolinea si ferma qualche minuto? Complimenti.
Ovviamente le stesse distinte signore milanesi si abbarbicano con regolare fastidiosità proprio dove c'é la macchinetta per convalidare le tessere magnetiche, inveendo contro l'inefficienza dell'ATM sul fatto che queste macchinette non convalidino anche i biglietti standard. Ma il silicone ve lo siete messe nel cervello? O il cervello l'avete pignorato per comprare l'ultima borsa di Roberto Cavalli? Sposta il culo di qualche metro e vedrai come per magia la macchinetta APPOSTA per convalidare i biglietti normali. E queste vivono qui da 30 anni. Complimenti davvero, sono estasiata.
Poi prendo l'altro autobus e su c'è una concentrazione elevata di gente che evidentemente ha uno scarsissimo rapporto igienico col proprio corpo. Una delle tante cose che proprio non sopporto e non concepisco è la gente che non si lava. Soprattutto se sa che deve entrare in contatto col prossimo. Che schifo.
Una vecchiaccia maledetta ha pensato bene di arrotolarsi sul palo dove mi stavo tenendo (e non tenersi su un mezzo di superficie a Milano equivale a morte per defenestramento in curva) quindi mi sono dovuta spostare più vicino all'ingresso.
Le solite teste di cazzo che 20 minuti prima che l'autobus si fermi iniziano a tartassarti con «Scusi, scende a questa fermata?» quando invece che scavalcarti basterebbe aspettare che questo cazzo di mezzo si fermi per passarmi agevolmente di fianco e scendere in tutta sicurezza sul marciapiede. No, c'é l'ansia da discesa e quindi tutti a rompere i coglioni.
I pochi stronzi che non ti domandano chi sei, da dove vieni, dove vai e scendi qui si limitano semplicemente ad arrampicarsi addosso a te e a pressarti. Ma cristo santo, credi forse che spingendomi ed appoggiandoti contro la mia schiena aumenti le tue possibilità di scendere dall'autobus? No, mia carissima e cerebrolesa testa di minchia, aumenti solo le probabilità che io mi esasperi e se sono in giornata buona ti mando affanculo, altrimenti mi giro in silenzio e ti tiro un cartone, poi scendo mooolto lentamente preoccupandomi del fatto che tu rimanga sù e perda la tua fermata.

L'ATM dovrebbe preoccuparsi di fare un Corso di Comportamento su Mezzo Pubblico, con patentino finale che se non ce l'hai SONO CAZZI TUOI E VAI A PIEDI!

E come se non bastasse sono arrivata in Radio con mezz'ora di ritardo, bagnata dai piedi fino alle ginocchia perché - tra l'altro - strisciare gli ombrelli bagnati sul prossimo sembra diventato lo sport nazionale di Milano e con la bella sorpresa.
La macchina per leggere i REVOX fischia come un ultras allo stadio e tempo 10 minuti ho guadagnato un umore ancora peggiore ed un mal di testa e di orecchie da Guinness dei primati.

Ed è solo mezzogiorno e mezzo.

Speriamo che da ora giri un po' meglio, altrimenti:
Vaffanculo!


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venerdì, 05 maggio 2006

Finalmente.
Per caso, inatteso, insperato.
Come aspirare a qualcosa per anni vedendola irraggiungibile, senza nemmeno provare ad allungare le mani per afferrarla, per poi vedersela arrivare tra le braccia di colpo.

Tu, un sogno che si avvera.
Tu, PRO TOOLS!


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lunedì, 01 maggio 2006


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