giovedì, 29 settembre 2005
Questa settimana va così, sono stanca. Stanca fisicamente.
Questo mio tentativo di fare finalmente qualcosa di buono per la mia silhouette, questo mio improvviso prendere a frequentare per tre volte alla settimana la palestra, si fa sentire. Si fa sentire sul serio.
Però io non mollo, almeno per ora. Finché la mia forza di volontà, il mio senso del dovere, la mia determinazione non mi abbandoneranno, io non abbandonerò a mia volta i miei propositi. E vediamo quanto dura... anche perché la palestra l'ho pagata per sei mesi, quindi mi conviene non farmi abbandonare da nulla, ma proprio da nulla nulla.
E voglio condividere con voi il mio piacere, in tutta questa fatica. Sì, ne ho proprio voglia.
Il piacere, giunta sera, di andarmene a dormire, di ristorarmi, di sognare, di vivere quelle ore al meglio.
Per me dormire non é solo una necessità, ma è un'arte.
Questa è la massima espressione della mia arte.
Sono orgogliosa del mio letto.
Mi piace infilarmici dentro dopo una giornata faticosa.


Scommetto che siete invidiosi... eh?
p.s. = oggi sono andata a trovare Tommi, finalmente di ritorno dalla Tunisia. E che mi ha portato di bello? Un narghileeeeeee!
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domenica, 25 settembre 2005
Ieri sera grande inaugurazione ufficiale del nostro Centro Bar Tijuana. Dico solo due parole: ECCEZIUNALE VERAMENTE!
Ci sono stati un po' di risvolti particolari, tutti più o meno positivi, o quantomeno divertenti... in ordine sparso, poiché ho un po' di messa all'aria mentale. Piano piano capirete perché.
.«°».
La prima cosa che mi viene in mente è una scena di fine serata. Ero fuori a fumare una sigaretta, col Dani, quando ormai quasi tutti se n'erano andati. Lui stava spazzolando allegramente circa un chilo di pasta fredda, di quella che ho preparato con tanto amore ieri pomeriggio. Lo guardo, ciondolo per un po' ed infine gli dico:
«Dani. Sabato scorso, al mio terribile risveglio, mi sono guardata allo specchio e mi sono detta chiaramente: Sere, basta. D'ora in avanti, MAI più ubriacarsi come ieri sera»
attimo di pausa
«Ed effettivamente, in un certo senso quell'impegno l'ho rispettato. Infatti, oggi sto molto peggio.»
Il Dani é scoppiato a ridere, e non ricordo nemmeno ora per quanto è durata la scena.
.«°».
Geniale no?
.«°».
Un'altra scena fantastica vede protagonisti me, il Raffa e Stefano Vergani, l'artista che avrebbe suonato per noi (e per 400€, soprattutto). Finito il soundcheck viene lì al bancone, avvicinandosi a me e al presidente, e quest'ultimo gli fa "Bravi bravi, complimenti... stasera speriamo verrà molta gente, così sarà un successone!". Il buon Vergani gongola felice, e si volta verso di me, aspettando il mio responso. E io faccio davvero del mio meglio.
«Sì, complimenti davvero. Mi piace, mi piace come suonate. Se devo essere sincera, all'inizio ero un po' scettica nei vostri confronti. Anzi, se proprio devo dirla tutta, non volevo nemmeno che suonaste voi, però mi devo davvero ricredere. Complimenti ancora».
Il bel Vergani mi guarda per qualche secondo (secondo me eravamo già tutte e due un po' alticci) e mi fa "Ah beh, se fossi stata in te, nemmeno io mi sarei chiamato per suonare."
Poi se n'é andato via un po' mogio. Ma come, e io che pensavo di avergli fatto il complimento più grande!
.«°».
Ripensandoci dopo, una bella pacca sulla spalla me la sono data. Da sola.
Io e Vergani abbiamo avuto un altro paio di uscite davvero, davvero eccezionali. Credo che quel ragazzo ora pensi che io sia una stronza. Forse non ha tutti i torti.
.«°».
Durante il discorso del sindaco, noi appartati per non dover essere travolti dalla sua retorica pomposa.
Stefano¬ Perdonami, non mi ricordo proprio come ti chiami
Serena *vedendolo barcollante e con occhio spento*¬ Ma tanto tra cinque minuti non te lo ricordi nemmeno più!
Stefano *con aria afflitta*¬ Ma no dai, non sono così stronzo!
.«°».
Poco prima che il gruppo abbandonasse il locale. Vergani sta per inforcare la porta, chitarra in spalla, occhio sempre più spento, passo trascinato, schiena lievemente incurvata, andatura lenta e ciondolante.
Serena¬ Ciao eh, e grazie mille per la serata!
Stefano *si blocca, si volta completamente verso di me, e rimane a fissarmi senza reagire per un minuto buono. Poi finalmente*¬ Ah... grazie a te!
E se ne esce, forse sperando di non incontrarmi mai più.
.«°».
Ed oltre a queste chicche, le più vivide nella mia testa, c'é tutto un miscuglio di scene, risate, fischi, bicchieri, rhum, problemi coi resti, fusti di birra, danze, fischi, battute e chi più ne ha più ne metta.
Una serata impegnatissima, per noi baristi dietro al bancone. C'era SEMPRE qualcuno che voleva qualcosa, c'era SEMPRE il rischio che ci finissero i bicchieri della birra media, c'era qualche problema con quella fottutissima cassa che sul più bello smette SEMPRE di funzionare... il ritmo è stato elevatissimo.
Durante il turno, sia io che il Dani ci siamo concessi una forse due pause sigaretta a testa. Per me tutto sommato non è strano. Per un tabagista folle come lui, lo è eccome. Ma abbiamo retto. Solo che lui ha bevuto molto meno di me. Il bastardo, e io che ero tranquilla pensando il solito °mal comune, mezzo gaudio°.
Poi le chiacchiere di fine serata, quando anche restare spalmata su una sedia ormai non era più fonte di rilassamento per il mio fisico stressato e strizzato fino all'ultima goccia. Quando le lentine, ormai negli occhi da 20 ore, iniziano a prosciugare la pupilla. Quando la testa, dopo tutte le medie, i due whiskey, il tijuenta (per chi non s'accontenta), il vino e la sangria, inizia a pulsare e a girare per volontà propria. Quando gli altri potrebbero dirti qualsiasi cosa, che tanto con buona probabilità ne capirai solamente la metà. Ma ancora una volta, come una guerriera, eccomi lì, mai del tutto piegata, mai del tutto rincoglionita, mai del tutto sopraffatta.
E sarà sempre così.

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giovedì, 22 settembre 2005
Questa è Dublino.
Oggi quella città, e l'Irlanda tutta, ha fatto sentire il suo richiamo, molto forte. Più forte che negli altri giorni. Eh si, perché io il richiamo di quella terra lo sento in ogni istante, come un battito, come dei tamburi da guerra in sottofondo, come il vociare del mare sulla spiaggia. Come il vento e la pioggia in Irlanda.
Dublino, che assieme ad altre città quali Roma, Cardiff ed altre ancora, ospiterà per questo 2006 il Sei Nazioni di Rugby.
Lo ammetto, mi ci sono appassionata piano piano, al rugby, grazie soprattutto al mio amatissimo socio universitario, il Bellissingham, anzi Stupendingham Billingham.
In questo 2006 si sfideranno la nostra amata Italia contro l'Irlanda, la Scozia, l'Inghilterra, la Francia e il Galles.
4 febbraio 2006 - Dublino
IRLANDA ~ ITALIA
Faremo di tutto per esserci. Farò di tutto per tenere fede a quel richiamo.
Vero Piero? 
Ah, a proposito. La foto di Dublino dall'alto l'ho scattata nella mia vacanza, e precisamente dal Guinness Storehouse. In compagnia della Fra e di queste altre due simpatiche amiche.

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lunedì, 19 settembre 2005
~* The Worst Hangover Ever *~ The Offspring
Ballroom scene, but the fire underneath,
Gonna eat you all alive,
Gonna bring you to your knees.
Went out drinking late last night, I had a blast,
But now the morning lights has come and kicked my ass!
Qualcuno ha pensato che stessi sparendo.
Effettivamente, poco c'é mancato.
I've got the worst hangover ever!
I'm crawling to the bathroom again
It hurts so bad that I'm never gonna drink again
Venerdì sera c'é stata la festa della Fra, che mercoledì sera partirà per Santiago de Compostela, dove starà per l'Erasmus.
Ho iniziato a bere alle tre del pomeriggio, per controllare la bontà della Sangria che stavo preparando. Da lì, non ho più smesso. Sangria, Vodka&Succo d'Arancia, chupiti, sambuca e menta, birra, vino. Un delirio di alcool. E non ho neppure cenato, fatta eccezione per quel poco che ho mangiottato di pomeriggio, ossia gli avanzi della merenda che non ha finito la mia nipotina.*
Per fortuna a metà serata ho fatto una pausa, evitando di fare il lavandino per un'oretta, acqua a parte. Questo mi ha aiutato a ritrovare un po' di lucidità. Non parlo di riprendere a camminare diritta, però insomma, sapevo dov'ero, con chi ero, cosa dicevo e cosa ascoltavo. Non è poco.
And by my seventh shot I was invincible
I would've never thought I'd be this miserable
I've got the worst hangover ever!
I'm crawling to the bathroom again
It hurts so bad that I'm never gonna drink again
Poi però s'é ripreso, alla grande direi. E alle tre eravamo ancora, sbragati sui divani e le poltrone del bar Tijuana, a fare un gioco interessantissimo di domande di sport. Ho vinto io. Non so come, non ricordo nemmeno le domande. So solo che per vincere, la mia ultima risposta è stata slittino. Emblematico direi...
Won't someone just kill me
Put me out of my misery!
I'm making deals with God
I'll do anithing!
Make it stop please, make it stop please!
Make it stop please, make it stop please!
E comunque è stata una serata perfetta, con divertimento perfetto, bere perfetto, anche cibo perfetto si, perché poi ho riempito lo stomaco con un paio di fette di torta all'amaretto e mandorle della nonna della Fra. A cui dovrò fare i miei più sentiti complimenti. E dire di insegnarla a mia nonna. Che poi la insegnerà a me. Perché queste torte le si imparano solo dalle proprie nonne. Quindi il passaggio é più che necessario.
I've got the worst hangover ever!
I'm crawling to the bathroom again
It hurts so bat that I'm never gonna drink again
I'll probably never drink again
I may not ever drink again
At least not till next weekend...
I'm never gonna drink again!
E sabato, quando mi sono svegliata... déi del cielo, ancora se ci penso sto male. Immaginatevi il peggior hangover, assolutamente di quinto livello, combinato con nientepopodimenoecché ad un'emicrania di autentica influenza.
Ne sono uscita solamente ora, con ancora qualche strascico di giramento di testa. La combinazione è stata letale, sono stata stroncata dall'alleanza micidiale.
E così ho vagato, come un'ombra, per la casa. E di certo il cattivo tempo, il Milan che ha perso (e se l'é meritato, ed é questa la cosa peggiore), la noia di non avere nemmeno la connessione internet, tornata solo poche ore fa, ha contribuito a rallentare i miei miglioramenti.
Ma ora sono tornata.

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mercoledì, 14 settembre 2005
.~°*°~._ Tempo_.~°*°~.
C'é il Tempo per pensare.
C'é il Tempo per agire.
C'é il Tempo per il serio.
C'é il Tempo per il faceto.
C'é il Tempo per sé stessi.
C'é il Tempo per gli altri.
C'é un'infinità di modi per definire il Tempo, per inserirlo in un concetto. Ma non c'é abbastanza Tempo per farlo.
Serve del Tempo, per decidere come usare il Tempo che hai a disposizione... ma così perdi Tempo.
C'é l'obbligo, quasi morale, verso di noi, di trovare Tempo a sufficienza per tutto quello che ci interessa, che ci fa bene, ch'é positivo.
C'é che sto spendendo Tempo, che avrei potuto usare per fare altro, per scrivere questa cosa sul Tempo. E il Tempo non la leggerà mai, perché é un'entità astratta, indefinibile.
Mi sfugge dalle mani, ogni mio tentativo di razionalizzare il Tempo. Non si tratta di minuti, di ore, di giorni, di mesi, di anni. Non si tratta di questo.
Si tratta del mio Tempo. Si tratta delle decisioni sul come trascorrerlo.
Ma io sono in grado di galleggiare, senza spingermi in nessuna direzione, in qualche piega dimenticata del Tempo, molto a lungo. Talmente lungo, da non poterlo nemmeno quantificare, in termini di Tempo.
E' una lotta contro il Tempo... o io, o lui.
E fino ad ora... Lui.
.~°*°~._prigioniera del mio Tempo_.~°*°~.

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domenica, 11 settembre 2005
Non ho niente di particolare da raccontare, oggi. Ma qualcosa dovevo scrivere.
Perché ieri è stata una giornata meravigliosa, tornare allo stadio dopo tutta l'estate, vedere la mia squadra regalarmi una vittoria entusiasmante, divertirmi così come in poche altre occasioni succede. Una volta tornata a casa, sono andata a letto col sorriso.
Sorriso che stamattina ancora resisteva, ed è stato fissato in maniera indelebile da poche parole, lette in un messaggio appena ho acceso il cellulare (cosa che faccio appena sveglia).
Eri tu, Cesca, con le tue bellissime parole. Ti ho immaginato lì, ad Ariccia, seduta proprio dove lo siamo state tutte e due, a discutere su massimi sistemi e minimi comuni multipli, a divertirci senza pensare a nulla, a goderci ogni minuto al massimo.
E tu, lì, seduta proprio dove lo siamo state tutte e due, hai pensato a me, al tempo che abbiamo passato assieme... mi hai sorpreso gioia, devo ammetterlo.
La ragazza che mostra dolcezza solamente quando è necessario, che ha una reputazione da difendere (
) e che non mostra praticamente mai punti deboli nelle questioni affettive... eccola qui, sciolta da poche parole ed un solo ricordo.
Semplicemente meraviglioso. E a questo punto non posso non ribadire la mia risposta, sebbene mi costerà qualche punto sulla mia scheda di reputazione. Ma per te lo faccio volentieri.
Ti voglio bene gioia mia, ti voglio un bene che a volte non mi capacito nemmeno io di quanto te ne voglio


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giovedì, 08 settembre 2005
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Gli aerei a reazione, volando più veloci del suono, producono una detonazione meglio nota come Bang Supersonico. La zona interessata al Bang degli aerei supersonici si estende in larghezza di circa 50 miglia e interessa, in lunghezza, tutta la rotta.
Gli aerei supersonici hanno trasformato il mondo intero in un gigantesco aereoporto.
Le vibrazioni del Bang Supersonico possono causare notevoli danni alle cose, rompere vetri e finestre, far cadere muri e soffitti.
A seguito di studi condotti negli Stati Uniti su alcuni voli di prova si é stimato che ogni singolo volo supersonico al di sopra del paese fa trasalire quaranta milioni di persone.
Gli americani hanno abbandonato nel 1972 i loro progetti relativi all'utilizzo di questi aerei per scopo commerciale. La Gran Bretagna, la Francia e anche l'URSS si sono ritrovati tra i piedi dei baracconi inutili ed ingombranti.
L'aereo supersonico voleva sfidare il suono. Ha fallito.
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tratto dal libro "Il paesaggio sonoro" di R. Murray Schafer, 1985

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lunedì, 05 settembre 2005
Un'ora un'ora un tiro di voce un sorriso segreto
Così la Luna di questo paese divenne l'Alba
Per le strade di Francia
"Oh amore, amore che tutto disdegni fuorché il tuo nome"
Così un segno rimase profondo finita la Francia
E già sui muri di Fiandra
Aviatore sopra il mare, dimmi che cosa vedi
Aviatore di là dal mare dimmi c'é niente che corre più di noi
Che corre più di noi

Charles Fort - Kinsale, Co. Cork
Sovrappose i suoi occhi al mare, le labbra al motore ansante
Lei mi guardava le mani e il volante girava pronto
Per il buio di Londra
Aviatore sopra il mare, dimmi che cosa vedi
Aviatore di là dal mare dimmi c'é niente che corre più di noi

Charles Fort - Kinsale, Co. Cork
Noi che imparammo ad amarci d'amore al buio, al vento, al mare
Aspettando i rari aviatori dai vetri di una stanza
In un albergo d'Irlanda
Aspettando i rari aviatori dai vetri di una stanza
In un albergo d'Irlanda
Come gli amanti d'Irlanda
Come gli amanti d'Irlanda

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sabato, 03 settembre 2005
Ieri sera, tornata a casa, ero un vortice di pensieri. Pensieri che necessitano di essere messi nero su bianco, perché ancora confusi, accavallati, sconnessi. Mi sono appena sbagliata, ogni tre parole mi scappa uno sbadiglio, ma non importa, ora devo riuscire a vedere cosa esce fuori dal cogito di ieri. Doveroso è il preambolo, comunque piacevole, perché tratta di una tranquilla serata con gli amici. Una delle nostre.
Ieri sera è stata una seratina tranquilla... ci siamo trovati in 4, a casa di Tommi, a vedere un film, accompagnati dalle solite bottiglie di birra e fai favolosii fichi appena colti dall'albero.
Abbiamo visto due film:
~ "East is east" di Damien O'Donnell
~ "L'apparenza inganna" di Francis Veber, con Gerard Depardieu
Nel dopo serata, il tempo di fumare una sigaretta nel cortile prima di salire in macchina, e la discussione è scoppiata. La miccia é stata accesa proprio dalla trama di East is east, che parla molto a grandi linee dei problemi di integrazione razziale di una famiglia di sette fratelli con madre inglese e padre pakistano. Il tutto ambientato negli anni '70.
Tralasciando le impressioni dettagliate, comunque buone, che riguardano il film, vi dirò che la discussione era incentrata sul bambino che questa mia amica presente ieri, Marta, e la sua famiglia hanno in affido. Si discorreva di quando sarebbe tornato a casa sua, una volta più grande, dalla sua famiglia e nella sua realtà (poiché questo è l'obbiettivo finale dell'affido). E tra una cosa e l'altra, ci siamo persi a fantasticare sul suo futuro, chiedendoci se questa sua parentesi in Italia gli avrebbe dato un'opportunità in più nel momento in cui sarebbe tornato nel suo Paese. Avrebbe retto il ritorno al disagio che ha vissuto fino a pochi anni fa? Sarebbe riuscito a riadattarsi dopo aver passato tutto un suo °pezzo° di vita con uno stile completamente diverso?
Ne abbiamo parlato per tutto il tempo, in macchina, mentre tornavamo a casa. Poi siamo arrivati al mio cancello, e ci siamo salutati. Il tempo di fare il tragitto dalla macchina alla toppa del cancello, d'infilarci la chiave e di girarla... e le molle mi sono scattate.
E io?
Certo, io non sono una bambina musulmana in affido ad una famiglia occidentale che dovrà affrontare nella maggior età il ritorno a casa... ma anche io ho un futuro giusto?
E allora mi sono messa a pensare, a quando avevo 17~18 anni, in piena incazzatura col resto del mondo, e a come affermavo con fervore che, una volta superati i venti, qualsiasi cosa fosse successo, avrei avuto la mia indipendenza, mi sarei costruita una vita mia, me ne sarei andata dal mio paesino, forse scegliendo la Toscana, forse la Romagna, o forse l'estero. E di cosa avrei vissuto? Non importava, sarebbe andato bene qualsiasi lavoro che mi permettesse di mantenermi.
Oggi cos'è rimasto di tutta questa graffiante tenacia? Poco o niente...
Certamente il mio obbiettivo è ancora quello di farmi un giorno una vita mia. Ma non ho più questa fretta febbrile.
Sono, o almeno spero di esserlo, cresciuta, e forse per sbaglio un po' anche maturata.
Il rapporto con la mia famiglia, da estremamente conflittuale ed invivibile, s'é un po' purificato, ed in fondo ora in casa ci sto bene, ho trovato il mio spazio.
Il rapporto con lo studio. Tanto ho odiato e ripudiato il Liceo Scientifico, quanto sto amando adesso l'università, via Comelico, STCM, l'aria che si respira in quelle aule.
Sarà che ho qualche progetto, seppur ancora vago, su cosa mi piacerebbe o non mi piacerebbe fare una volta laureata.
Una volta laureata.
Sto per cominciare il terzo anno, mi aspetta la parte più dura, tra gli esami lasciati indietro (alcuni per volontà mia, altri per quella dei prof ¬¬°), gli stage, i laboratori professionalizzanti, gli fse, per non parlare del fatto che dovrei iniziare a tartassare i prof per il mio progetto di tesi. La cosa devo dire che mi mette abbastanza in ansia. Ma è superabile.
E poi?
Buttarsi in qualche modo nella musicoterapia? Continuare in qualche modo gli studi? Provare la disperata impresa di rimanere in campo di ricerca universitaria? Lasciar perdere questi tre anni, specializzarmi in qualcosa di informatico con un master e prendere un'altra via? Cercare un lavoro e vaffanculo a cosa trovo basta che siano almeno 1000€ netti al mese? COSA?
Se penso che, quando mi sono iscritta al primo anno, tentando appunto col test d'ingresso di questa facoltà, il mio cavallo di battaglia era "Tanto il lavoro che ti capita, ti capita. Se devo fare 3 anni di studio, li faccio su qualcosa che m'interessa!". Giusto! Ben detto! Ma poi, ora ch'è quasi finita (o almeno spero), come reagire al pensiero "Se devo lavorare, faccio qualcosa che m'interessa!"... sarà possibile?

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giovedì, 01 settembre 2005
Il Cielo d'Irlanda é un oceano di Nuvole e Luce
Il Cielo d'Irlanda é un tappeto che corre veloce
Il Cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
Ti annega di verde e ti copre di blu,
Ti copre di verde e ti annega di blu.
Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
Il Cielo d'Irlanda si muove con te,
Il Cielo d'Irlanda é dentro di te.
Il Cielo d'Irlanda é un enorme cappello di pioggia
Il Cielo d'Irlanda é un bambino che dorme sulla spiaggia
Il Cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
Ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero,
Ma dopo un momento li fa brillare più del vero.
Il Cielo d'Irlanda é una donna che cambia spesso d'umore
Il Cielo d'Irlanda é una gonna che gira nel Sole
Il Cielo d'Irlanda è dio che suona la fisarmonica
Si apre e si chiude con il ritmo della Musica,
Si apre e si chiude col ritmo della Musica.
Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
Il Cielo d'Irlanda si muove con te,
Il Cielo d'Irlanda é dentro di te.
Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
Il Cielo d'Irlanda é dentro di te
Il Cielo d'Irlanda é dentro di te
Il Cielo d'Irlanda si muove con te
Il Cielo d'Irlanda é dentro di te.
Fiorella Mannoia ~ Il Cielo d'Irlanda

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