♦ SCEMO CHI LEGGE ♦

lunedì, 29 agosto 2005

Come molti di voi avranno notato, con piacere o meno, ieri è iniziato ufficialmente il Campionato Serie A Tim.
Sto ovviamente parlando di calcio.

Dopo un intenso mezzogiorno passato a tavola (era la festa del paese dove abita Tommaso), ci siamo entrambi fiondati ad assistere alla prima giornata di campionato. L'occhio era puntato su Ascoli - Milan. Lasciamo perdere il risultato, e la partita, che me pareva calcio saponato più che calcio di serie A.

C'era, tempo fa, qualcuno in televisione che diceva qualcosa che suonava più o meno così:

...ama il calcio
mangia il calcio
respira il calcio
vivi il calcio...

Ed è proprio quello che facciamo noi, che la domenica la passiamo incollati al televisore a guardare le partite, a soffrire e giorie assieme agli ipermiliardari giocatori, mentre noi, pur amando il calcio, senza ricevere un centesimo in più ci sentiamo pieni di gioia quando la nostra squadra vince sulle altre.
Noi, che con sole, pioggia, vento e nebbia, cascasse il mondo, quando la beneamata gioca in casa, siamo sugli spalti, a gridare e cantare, perché sappiamo che il nostro supporto, benché minimo, è fondamentale per il morale dei giocatori. Perchè ci divertiamo così, stando uno vicino all'altro, sfottendo la tifoseria avversaria, facendo a gara a chi fischia più forte, guardando la palla rotolare e i giocatori impegnarsi (più o meno) a rincorrerla.

Ma per me il calcio finisce qui. Una volta in macchina sulla via del ritorno, una volta fischiato il 90esimo (più minuti di recupero) e spento il televisore. Perchè quello è forse l'unico lato del calcio che ancora non sento pienamente corrotto, il momento in cui la magia di questo sport riesce ancora a superare tutto quello che c'è dietro.
Niente processo di Biscardi.
Niente processo del martedì.
E nemmeno quello del mercoledì, o del giovedì, nè tantomeno quello del venerdì.
Il calcio in settimana teniamocelo per i turni infrasettimanali, per la Champions League, per la Coppa Italia, per la Nazionale. Teniamocelo per il calcio giocato, per il calcio tifato, per il calcio vissuto. Quello vero.

Ieri è iniziato ufficialmente il Campionato Serie A Tim.
Ieri sono ufficialmente finite le mie Vacanze con la V maiuscola.
Ieri mi sono ripromessa che oggi avrei ripreso a studiare, a fare ginnastica, a fare la dieta, a perdere meno tempo col computer, a passare più tempo all'aria aperta. E un sacco di altre cose.

Vediamo quanto dura... se dura quanto il campionato!


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venerdì, 26 agosto 2005

Oggi sono molto, molto incazzata.
Mi è appena arrivata una telefonata da Tommi, dicendomi che stanotte hanno rubato al nostro bar, il Bar Tijuana.

Per la precisione, sono entrati nell'edificio di fronte, quello dell'A.S. Verderio, hanno messo tutto sottosopra, per poi recuperare da lì due borsoni. E nient'altro. Dopodiché sono venuti da noi, che ovviamente essendo senza antifurto siamo di facile espugnazione, ed hanno portato via molte delle bottiglie dei superalcolici, tra l'altro appena comprate, quasi tutta la roba del Commercio Equo e Solidale, e la carne nel freezer che non era nemmeno nostra.
Niente stereo, niente computer, solo cose da bere e mangiare.
Sospetto che, data la sicurezza nel percorso ed il tipo di cose prese, si tratti di qualche ragazzino del paese. Anzi, ne sono quasi certa.

Beh, spero che se la mangino, quella carne che era nel freezer, e spero che quella carne gli trasmetta la salmonella, tutti i tipi di epatite, la lebbra, il colera, l'influenza e la cacarella.
E dato che si sono fottuti anche l'olio alla citronella per le torce antizanzare, spero che siano abbastanza teste di cazzo da usare quell'olio per condire la carne, così da rimanere intossicati.
E spero che quell'alcool che si sono presi lo bevano tutto in una volta, andando in coma etilico, possibilmente irreversibile.
E che non scopra di chi si tratta, perché potrei munirmi di armi medievali da tortura e stanarli per far passar loro un po' di sano dolore, di quello d'altri tempi.

E anzi... visto che i miei genitori sono tornati oggi dal mare (Gabicce) portandomi delle armi medievali in miniatura (ma non per questo innocue, visto che sono fatte dei materiali originari... sono semplicemente più piccole del normale), potrei decidere di tenermele sempre in borsa, così da essere pronta quando uno di quelle dannatissime facce di merda si troverà per sbaglio innanzi a me.

Sono molto, molto incazzata.


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lunedì, 22 agosto 2005

Rieccomi qui, rieccomi nella cara Brianza. Non che avessi fretta di tornarci, ma ecco insomma, l'aereo l'ho preso e quindi... per varie vicessitudini ho dovuto, purtroppo e con estremo rammarico (ancora ogni tanto sospiro, ma in fondo va bene, evidentemente così doveva andare) sono tornata una settimana prima del previsto.
Sono però riuscita a visitare tutto quanto mi ero riproposta di vedere, anche i luoghi meno probabili.

E così ho potuto apprezzare Dublino, la sua baia, Malahide con il suo castello, i monti Wicklow e la fiabesca Glendalough, ancora incastrata in un limbo medievalesco. Ho trascorso dei bellissimi giorni a Kilkenny, la mia Kilkenny, la preziosa e accogliente, la piccola Kilkenny. Ho potuto constatare la situazione di Cork, passare per Kinsale e godermi laggiù un'intera giornata, ed infine fare un buon giro per la contea di Kerry.
Si direbbe proprio che di strada ne abbia fatta, in questi 21 giorni. E così è stato... a piedi, in pullman, in autostop.

Ed è complicato tirare le somme, molto complicato. Sarà per la diversità di situazioni e gente che ogni posto aveva da offrirmi; sarà perché ho passato i primi giorni con la Fra, poi sono stata un po' per conto mio, e poi mi ha raggiunto Jenni, creando così un mondo tutto mio, in cui, primi giorni a parte, non eravamo ma ero, a volte con qualcuno (non so esprimere meglio la sottile differenza), a volte no; sarà perché mi aspettavo qualcosa di magico, sempre diverso, gradevolmente sorprendente, e così é stato; sarà 'sto bbuco dell'azzooooto... sarà quel che sarà, ma soprattutto quello che è stato.

Come ho già avuto modo di dire, parlando un po' di quest'esperienza con alcuni di voi, posso affermare senza remore che in Irlanda non ci sono semplicemente stata in vacanza, staccando la spina e rilassandomi (anzi, di relax ne ho visto ben poco!), ma ho vissuto.
Ho vissuto facendo la classica turista, afferrando guide, cartine e depliant e scoprendo passo dopo passo tutto ciò che il posto in cui ero aveva da offrirmi.
Ho vissuto camminando semplicemente per strada, senza una meta o un'idea precisa in testa, aspettando semplicemente di incappare in qualcosa, qualsiasi cosa che l'Irlanda poteva darmi.
Ho vissuto con la gente del posto, ho desiderato sentirmi come una di loro (forse, con un po' di vergogna posso ammettere di averlo creduto, ogni tanto), ho chiacchierato delle cose più impensate, nel mio inglese mai troppo impacciato ma nemmeno così fluido da lasciarmi completamente tranquilla a dialogare.
Ho vissuto nei pub, poiché gli irlandesi non se ne stanno in casa loro, la sera. Che sia domenica, che sia giovedì. L'Irlanda serale si riversa nei pub, dove non si pensa solamente a divertirsi con pochi amici e bere fino ad ubriacarsi, ma dove l'intera vita della cittadina si trasla in quelle quattro mura poco illuminate che trasudano polvere, sudore e birra.
Ho vissuto cantando le loro canzoni, ascoltando vecchi shanachie intonare ballate vecchie quanto le nuvole nel cielo, tenendo con le mani il ritmo di quelle canzoni che in poche parole sanno mettere a nudo pezzi d'Irlanda.
Ho vissuto con me stessa, trovando da subito una mia dimensione ideale, in quel posto dove pare che ogni cosa, anche la più strana e dissonante, possa trovare la propria sistemazione.
Ho vissuto tenendo in mano la mia vita, e togliendone alcune cose che oramai erano inutili, alleggerendomi, sfoltendomi, levigandomi, calmandomi, rasserenandomi. Mi sono mossa come il cielo d'Irlanda, mutando non solo la forma, ma anche la sostanza.
Non lo so se sono cambiata per il mondo, ma sicuramente sono cambiata per me stessa.

Questo non significa che questa sia stato solo un viaggio interiore, anzi... le quasi 300 foto (che prima o poi avrete modo di vedere, con calma sto organizzando qualcosa di sensato) scattate, le pagine e pagine di diario di bordo scritte tra musei, chiese, mostre, locali, strade, persone, possono tranquillamente dimostrare il contrario.
E' stato un periodo, un felice periodo, a 360°.
Con un po' di cattiveria però devo ammettere di non essere triste per non averlo condiviso appieno. Doveva essere una cosa mia, e così è stato (nel limite della convivenza prima con la Fra e poi con Jenni). Va benissimo così, era proprio come lo volevo.

Ed ora eccomi qui... in Italia, ma con pensieri irlandesi, con in testa i suoni, le luci ed i colori di quella terra, con l'idea che presto o tardi ci tornerò, con un sorriso forse un po' malinconico ma tremendamente soddisfatto.

Slann go fòill


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lunedì, 08 agosto 2005
Avevo promesso che sarei riuscita in qualche modo a farmi sentire qui dall'Irlanda, ed eccomi qui. Dopo aver passato le prime due settimane tra Dublino, Malahide, Glendaloch, Kilkenny (ah, adorabile Kilkenny), Cork e Kinsale... eccomi qui, nella West Cork County, in un vivaio sterminato, a vivere in una casupola sudicia di legno senza acqua corrente, cessi o modo per lavarsi. A dire il vero non c'e' nemmeno un modo onesto per dormire, il sudiciume arriva in ogni angolo e io non ho il mio sacco a pelo. Ma va bene cosi'. Domani mi spostero' nei pressi di Killarney (se non ho capito male) per partecipare a questa fiera, dove vedro' di riuscire a tirare su qualche soldo per concludere in bellezza il giro celtico. Io e Jenni ci cimenteremo nell' ~hairwrapping~, che a dire il vero sembra essere abbastanza semplice. Oggi ne ho fatto proprio uno, usando Jenni stessa come cavia, ed e' uscito proprio carino. Vedremo se avremo fortuna oppure no. Mi dilungherei per ore ed ore a narrare aneddoti, storie, fatti, accadimenti e quant'altro ancora, ma sono qui nell'ufficio di questo vivaio (Future Forest) con la gentila signora che aspetta di rientrare in possesso del suo antichissimo computer. Forse, data l'eta' della macchina, ha timore che io, da estranea, turbi in qualche modo i suoi equilibri interni. Chi lo sa, magari in Irlanda gli hard disk di una certa eta' sono sensibili. Eireann go brach, saluti verdi e al profumo di bosco a tutti quanti!

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