lunedì, 14 settembre 2009
Mi spiace dopo tanti anni ma... splinder, mi hai rotto i coglioni.
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domenica, 13 settembre 2009
E' incredibile come le più grandi verità tendano a palesarsi durante l'orario dell'aperitivo. Tra amici, davanti ad uno spritz maggiorato di tre euro perchè la domenica il buffet è pantagruelico.
La gente non cambia mai, soprattutto dopo una certa età . Scavi scavi e trovi sempre la stessa persona, acconciata o agghindata in modi diversi ma sempre con lo stesso volto.
Potevamo tutti pensare che per la prima volta nella sua vita lui avesse deciso di fare qualcosa sul serio, ponderando cause ed effetti, credendoci, combattendo in maniera corretta e responsabile le difficoltà e dandosi degli obbiettivi seri. Invece s'è dimostrato il solito inaffidabile ed egocentrico coglione.
Beh, ci ha fregati.
Potevamo tutti pensare che per la prima volta nella sua vita lei avesse deciso di abbassare le difese e lasciar passare più amore, più fiducia, più sentimento. Invece è andata a sbattere dritta contro un muro dopo una sterzata brusca ed ha risvegliato con violenza i vecchi sentimenti.
Beh, ci ha fregati.
Il drago è tornato ruggendo più forte che mai. La Torre d'Avorio è stata tirata a lucido, il ponte levatoio è stato alzato ed ora sono cazzi amari. Amarissimi.
Ci vorrà un principe azzurro di quelli coi controcazzi, sempre che esista. Ma il drago sarà poi battibile?
Ai poster l'ardua sentenza.

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sabato, 29 agosto 2009
Mi viene in mente quel mio amico che, quando gli chiedo come sta, mi risponde sempre con la stessa frase: è una vita di stenti e privazioni, soprattutto privazioni.
Certi giorni sembra vero.
Uno ci prova a farsi andare bene le cose, a sorvolare sui dettagli, a pensare al concetto base. Invece è sbagliato e ho capito anche il perché.
Soprattutto con determinate questioni accontentarsi è il metodo più sicuro per smussare mano a mano i dettagli, per assottigliare la sostanza, per abbassare in maniera esponenziale il target.
Io non lo so se questa cosa a me sta bene.
Ho intrapreso questa cosa perché c'erano determinati presupposti.
C'era il presupposto di essere al centro dell'attenzione dell'altro.
C'era il presupposto di vivere l'uno con l'altro, insieme.
C'era il presupposto di non dare mai niente per scontato.
C'era il presupposto di essere sempre sinceri, di dirsi tutto, di mantenere vivi i nostri reciproci sentimenti.
C'era il presupposto (dio me ne scampi, lo devo scrivere per forza) di vivere nell'amore.
Adesso ne rimani quasi solo l'abitudine.
La potevo capire una volta arrivati ai 30 anni insieme, ma non ora.
Perché mi devo accontentare del "ti amo a modo mio"? Perché devo elemosinare attenzione? Perché deve rovinarsi tutto in maniera così inesorabile?
E' così che si vive assieme?

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domenica, 10 maggio 2009
Quando inizia a piovere merda, sembra non finisca più.

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domenica, 08 marzo 2009
Arriva la primavera, il corpo si risveglia (mi devono spiegare ancora la sonnolenza, ma tant'è...), la mente ingrana meglio. Si approssima un altro punto di svolta nella ruota dell'anno, inevitabili sono le considerazioni, le scelte, tutti i "da adesso prometto che faccio questo".
Almeno per me è così.
Dunque.
Ho avuto tutta una serie di elucubrazioni mentali che mi hanno portato a dare una ripulita, perlomeno teorica, del mio rapporto col mondo del lavoro.
Non cantiamo vittoria: ho sempre lo stesso merdoso impiego di settimana scorsa.
Però ho avuto modo di capire tante cose di me.
Che io non sia particolarmente self confident è ormai noto ai più, tuttavia sono stata "costretta", in gran parte da me medesima, a mettermi di fronte ai fatti e tirare determinate conclusioni.
Oltre a quella già ovvia che il terziario non è decisamente il mio settore, ho chiarito le idee su cosa voglio e cosa invece non voglio. E su quanto valgo, almeno sotto alcuni punti di vista.
Io imparo.
Questo è quello che ho concluso, cacchio, e domando scusa se non è abbastanza.
Io imparo anche le cose che non mi piacciono, io imparo perché - forse il motivo non è dei più nobili - sono abbastanza superba da non tollerare il fatto di non saper fare qualcosa.
Io imparo ancora in minor età tutto quello che mi serve sapere su Access, sul campo, per aiutare un'azienda a capire la struttura di un sistema ed i vari modi per migliorarla.
Io imparo a scrivere in HTML ed in CSS anche solo perchè trovo più dignitoso costruirmi il mio template su splinder piuttosto che fotterne uno a qualcuno che ne condivide col mondo.
Io imparo a star zitta e non controbattere sempre perchè il cliente ha ragione e io sono lì per offrirgli un servizio e non per giudicarlo in base a come mi si presenta e cosa mi si dice.
Io imparo anche a non star sempre zitta ma a capire quando invece è necessaria una risposta, ovviamente senza passare dalla parte del torto.
Cosa che sembrava improbabile, io imparo l'importanza della responsabilità e della correttezza a lavoro.
Io imparo che le relazioni tra colleghi sono fondamentali ed imparo a farmi i cazzi miei senza perdere tempo in giochetti o mezzucci perchè tanto son lì per lavorare e non per fare per forza l'amica con persone con cui devo condividere solo la professione (questo dovrebbero impararlo tutti. Onestà, correttezza e aiuto ma con serenità, mica per forza culo e camicia o nemici per la pelle).
Io imparo tutto quello che non so, che mi si insegna, che mi accorgo essere una mia mancanza.
Io imparo e so che se lo scrivo sul CV la gente che lo legge forse non se ne fa un granché, ma in teoria dovrebbe essere più importante della sfilza di esperienze che posso metterci.
Io imparo e anche abbastanza in fretta.
Al contrario di molti.
Peccato per questa crisi mondiale.

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martedì, 10 febbraio 2009
Il fischio d'inizio per l'RBS Six Nations 2009 c'è stato sabato 7 febbraio alle ore 15:00 (ora locale) con la partita che vedeva in campo proprio la nostra amata nazionale, campo di battaglia il prestigioso Twickenam, ovviamente contro l'Inghilterra.
36 - 11 il risultato, la prima partita l'abbiamo persa con non troppo onore.
Un Bergamasco in vesti che non erano le proprie e con le quali si può dire che è stato veramente scomodo, confusione generale di tutta la squadra, poca grinta e poca reattività. E poi manca il mio preferito, Ghiraldini.
Sicuramente non un buon inizio, io però resto fiduciosa e guardo avanti verso il prossimo match.
Che si vinca o che si perda, l'annuale edizione del Sei Nazioni è iniziata, siore e siori.
E' iniziata e non possiamo fare altro che gioirne, io ne gioisco senza ombra di dubbio.
Abbonamento come ogni anno per le partite giocate al Flaminio, con gli altri l'abbiamo comprato addirittura a luglio per essere sicuri di trovarne nei nostri soliti posti. A settembre s'è iniziato a pensarci, da novembre è diventato un pensiero se non giornaliero perlomeno settimanale. Da un paio di mesi ci si sveglia ogni mattina e prima o poi "Dai che manca poco al Sei Nazioni" lo si pensa.
Le emozioni durante la partita, i cheers del terzo tempo, tifosi di entrambe le parti che si riversano per le strade e nei pub, risate, chiacchiere, amicizie da una giornata. Tutto nello splendido contorno del rugby.
Adesso ci siamo, andiamo.
Sabato mattina aereo per Roma, domenica 15 ci si troverà allo stadio per assistere a quella che è la mia partita preferita in assoluto: Italia - Irlanda.
Il Sei Nazioni mi dà grinta, il Sei Nazioni fa passare le giornate tra una partita e l'altra più veloci della luce, il Sei Nazioni mi dà occasione di avvicinarmi ad un sacco di persone con cui amo passare il tempo. Il Sei Nazioni mi riaccende. Sarà un caso che sia poco prima dell'arrivo della primavera?
Six Nations here we come.

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rugby mania
mercoledì, 28 gennaio 2009
Che ci fosse crisi lo sapevamo già.
Che io e l'uomo avessimo scelto il momento di macroeconomia più basso degli ultimi due secoli (forse ci supera solo la tanto citata crisi del '29) per andare a vivere insieme era cosa nota ai più.
Due cose che forse sfuggono è che:
a - eravamo senza tostapane;
b - poco fa ho fatto una minitrasferta a Londra.
Le due cose non sembrano correlate tra loro.
Ebbene, ancora ai primi di dicembre, camminando per il fashion Milano city centre troviamo questo negozietto molto carino pieno di puttanate, tra le quali alcuni prodotti recanti amenità quali jolly roger, pirati in generale, disegni old school. Tra le altre cose anche un bellissimo zerbino con scritto qualcosa inneggiante al Rock ma erano 29€ di puro delirio di scarsissima qualità ed in generale sembrava tutto troppo costoso per i prodotti che erano.
Essendo in ovvie e giovanili (e anche un po' precarie) ristrettezze decidiamo con la tristezza nel cuore di lasciar perdere.
Questo ci porta direttamente in Camden Town, giorno 15 di gennaio se non ricordo male.
Passeggiavo con la mia amica allegramente quando vedo un negozio simile a quello visto in Milan.
Entro solo perchè nel frattempo lei si era ficcata in un negozio di abbigliamento per fricchettoni figli dei fiori secchi e si sa che quando entro nei negozi di abbigliamento per fricchettoni figli dei fiori secchi e nelle chiese presbiteriane inizia il mio processo di autocombustione spontanea.
Ad ogni modo guarda di qua, guarda di là e noto un sacco di oggetti già visti in locazione meneghina. Tra queste amenità varie ed eventuali eccolo lì, in un angolino della vetrina non visibile dall'interno. Esco dal negozio e lo vedo. Rientro e non lo trovo. Allora riesco, poi rientro. Vado dalla commessa che nel frattempo già mi aveva ampiamente notato, mi faccio forza e chiedo quant'è. In Italia costava tra le 40 e le 45 euro, quindi quando lei mi risponde 24,90£ quasi mi cade dalla bocca dallo stupore.
Col cambio favorevole - perchè se nel mondo c'è crisi in Italia è da mò che lo siamo quindi peggiorando gli altri i nostri standard si alzano e ci sembra che costi tutto meno all'estero - faccio due conti e vengono tra le 27 e le 28 euro.
Mio.
Eccolo qui sotto.
Non solo è maledettamente rocchenroll ma oltretutto quando tosta il pane ha al suo interno una mascherina che permette la formazione di disegni sulla fetta. In questo caso un bel jolly roger.

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sweet home
domenica, 18 gennaio 2009
Vorrei che lui mostrasse in maniera più romantica il suo amore.
Se lo facesse, probabilmente me ne stancherei.
Vorrei avere a disposizione più soldi.
Se ne avessi, adesso non potrei comunque usarne per me e mi girerebbero solo i coglioni.
Vorrei avere il pomeriggio libero per studiare.
Se ne avessi, probabilmente lo userei per cazzeggiare invece che studiare.
Vorrei che ci fossero molti più concerti in zona.
Se ce ne fossero, me ne lamenterei perchè non avrei tempo e denaro per andarci.
Vorrei che fosse Six Nations tutto l'anno.
Se così fosse, non potrebbe che essere meglio.
Vorrei che qualcuno mi portasse il lavoro della vita su un piatto d'argento.
Se accadesse, mi accuserei per il resto della vita per non essere nemmeno riuscita a sbattermi io a trovare un buon lavoro ma di aver semplicemente avuto culo (anche se così male non sarebbe, eh).
Vorrei avere una band con cui provare e suonicchiare in giro.
Se ce l'avessi avrei sempre la convinzione di essere la peggiore performer musicale tra tutti i miei amici che suonano.
Vorrei essere più simile al tipo di ragazza che fisicamente piace al mio uomo.
Se lo fossi, probabilmente non me ne accorgerei nemmeno e lo penserei ugualmente.
Quindi in sostanza penso che vada bene così come sta andando.
Oppure, di contro, avrò la certezza che non andrà mai bene al 100% e che bisognerà sempre cercare di migliorare sé stessi e la situazione che mi sta attorno.

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giovedì, 01 gennaio 2009
Tiriamo un sospiro di sollievo, il 2008 è finalmente finito.
Diceva bene mia madre, con aria preoccupata, quando una dozzina di mesi fa paventava un anno bisesto anno funesto. Mannaggia a lei.
Spezziamo però una lancia a favore di questo 2008: in mezzo a tante difficoltà e a tanti sbattimenti, qualche cosa di nuovo e meraviglioso c'è. L'anno che verrà farà quello che vuole credo, come ogni anno che arriva. Non è che se ne stanno lì ad aspettare che tu gli suggerisca qualche linea guida da seguire per i 12 mesi a venire, altrimenti suppongo che tutti avrebbero sempre un sacco di successo in qualsiasi campo in cui vogliano avere successo.
Loro arrivano, si piazzano, si guardano un po' attorno e poi fanno precisamente quel cazzo che pare a loro, proprio come la piccola Olive al concorso di Little Miss Sunshine.
Il dilemma personale di questo 2009, almeno per quanto riguarda me, è: aspettare e vedere cosa combina il piccolo Mr 2009 e goderne l'eventuale spettacolo a prescindere, applaudendo e ridendo di tutte le cose belle? Di accontentarsi? Di fare quello che viene e basta?
Oppure rimettersi in pista e stringere i denti e i pugni e sorridere sì per le cose belle ma soprattutto di combattere per le proprie?
Sì, se c'è una cosa che NON ho ancora imparato, è come sia meglio prendere la vita che viene. Se però devo fare come ho sempre fatto e come mi sento più me stessa a fare, stringerò denti e pugni ancora una volta.
Ho proprio bisogno di qualche giorno alle terme.
Un 2009 fatto di musica buona e musica meno buona.
Un 2009 fatto di amore per me, amore per chi amo, amore per tutti quei poveri stronzi che in fondo sono esseri umani anche loro.
Un 2009 di meno pressioni, di più indipendenza, di più voglia di fare e meno di "devo" fare.
Un 2009 si spera di meno problemi economici perchè qui se ne hanno le palle piene.
Parole chiave per la ricerca del 2009:
baci, birra, risate, amici, Ilario, amore, viaggi, telefilm in lingua originale sottotitolati, casa nostra, rugby, musica buona, chitarra e canto, pizza, sesso, meno preoccupazioni, qualche ora di shopping, soldi, abbracci, film proiettati contro il muro bianco, ristoranti dove il cibo è buono e l'atmosfera anche meglio, serenità.
Ognuno recuperi il proprio motore di ricerca.

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eppi niu iier
mercoledì, 19 novembre 2008
Questa è una canzone dei Negrita che si chiama Che Rumore Fa La Felicità, la sento tutti i giorni alla radio che la passano spesso, dev'essere una hit perchè su Rtl 102.5 passano quasi esclusivamente hit (e che due coglioni, visto che questo significa che sono mesi che ascolto le stesse dieci canzoni).
Beh, i Negrita mi piacciono e trovo che questa sia una bella canzone.
Sarebbe scontato dedicarla e più che scontato dire a chi la vorrei dedicare.
Voglio solo che sia verosimile, solo questo.
Che rumore fa la felicità.
Come opposti che si attraggono,
come amanti che si abbracciano.
Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene,
Ma i fiumi si attraversano e le vette si conquistano.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Che rumore fa la felicità
Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle,
ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri
e vivo fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Che rumore fa la felicità.
Due molecole che sbattono
come mosche in un barattolo
con le ali ferme senza vento
bestemmiando al firmamento.
Mentre il senso delle cose muta
ed ogni sicurezza è ormai scaduta
appassisce lentamente
la coscienza della gente.
Che rumore fa la felicità.
Che sapore ha, quando arriverà sopra i cieli grigi delle città
che fingono di essere rifugio per le anime.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Dove sei ora?
Come stai ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei?
Dove sei ora?
Come sei ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei… cosa sei? ma…
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma è fuoco nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme a te … a te.

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